Vaccino, dove farlo e da chi saremo chiamati? Speranza: «I più anziani dal medico di famiglia»

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Poche fiale

Non ci sono linee precise, si naviga a vista per mancanza di materia prima. In altre parole c’è il grande problema della disponibilità dei lotti con le fiale e finché non si hanno numeri degli invii e date di consegna certi è difficile abbozzare una strategia che deve tener conto di molte variabili. Non prima di marzo sarà il turno degli anziani sopra gli 80 anni ricevere le dosi per allora disponibili. E a quel punto, dice Speranza, sarà necessario avvalersi delle figure «che meglio di tutti conoscono capillarmente i loro pazienti». A loro dovrebbe essere attribuito il compito di chiamarli e organizzare la vaccinazione, anche domiciliare nel caso si tratti di persone che non possono muoversi da casa.


Anziani a casa

La domanda più frequente fra i cittadini è dove dovrò andare a fare la profilassi? Il commissario per l’emergenza Arcuri ha indicato come punti di riferimento i gazebi contraddistinti dalla primula bianca che verranno organizzati in luoghi strategici per la somministrazione. Un po’ come hanno già fatto in Germania dove sono stati allestiti tanti box per le punture. Però questo potrà valere per la popolazione generale, non per le categorie fragili. Non si può pensare che gli ultra ottantenni si spostino da casa per raggiungere i gazebi, anche se autonomi.

Niente App

La stessa domanda è stata posta dal Comitato tecnico scientifico nell’ultima riunione di fine 2020, giovedì 31 dicembre, alla struttura commissariale. Risposte non definitive. E le modalità di prenotazione per i cittadini appartenenti alle fasce di età sotto gli 80 anni? Anche questo è tutto da vedere. Giorni fa Arcuri aveva parlato di una App dedicata, ma l’ipotesi è tramontata dopo il fallimento dell’applicazione Immuni. I medici di famiglia aspettano notizie.

Nessun contatto

Claudio Cricelli, presidente della società Simg, la loro società scientifica, esprime massima disponibilità: «Non siamo stati contattati. Solo noi conosciamo i pazienti e potremmo chiamarli e siamo organizzati anche per vaccinare a domicilio». Stessa incertezza da parte di Silvestro Scotti, segretario nazionale della Federazione medici famiglia, Fimmg: «Le Asl hanno i dati dei cittadini e dispongono di anagrafi vaccinali che però devono essere elaborati per distinguere le fasce cui dare priorità».

Incognite

Se la situazione rimane questa si arriverebbe nel primo trimestre a garantire la copertura ad operatori sanitari e anziani delle Rsa. Il che comunque non sarebbe poco. Si metterebbero in sicurezza intanto gli snodi critici del sistema sanitario: ospedali e residenze Rsa. E i dipendenti delle strutture private? E i dentisti? Interrogativi cui si sta cercando di dare una risposta di giorno in giorno.

31 dicembre 2020 (modifica il 31 dicembre 2020 | 19:39)

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