Vaccino Covid Israele: già coperto il 10% della popolazione. I segreti della corsa e le regole per gli stranieri

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La tenda bianca montata in piazza Rabin può accogliere 5 mila persone al giorno. Altri 325 punti sono sparsi per il Paese. I medici e gli infermieri vaccinano per primi gli israeliani inseriti nella lista delle categorie a rischio o quelli che per professione sono più esposti al virus. Chi si trova dalle parti di un centro per le inoculazioni verso il tramonto potrebbe ricevere la dose senza dover aspettare nella coda della burocrazia sanitaria: le fiale della Pfizer — le prime a essere arrivate – devono essere scongelate in blocchi da 975 e pur di non buttare il prezioso liquido i dottori sono disposti a concedere l’iniezione ai passanti che si presentano.

Il governo ha dato il via alla campagna il 20 di dicembre e già il 10% della popolazione (9,3 milioni in totale) ha ricevuto la possibile protezione contro il Covid-19. La corsa contro il tempo e contro la pandemia fa di Israele la prima nazione al mondo per numero di vaccinati pro capite, seguita dall’ancora più piccolo Bahrein (3,37%) e dal Regno Unito (1,39%). L’Italia – secondo i dati aggiornati dall’università di Oxford – sta allo 0,02%.

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Questo successo iniziale è celebrato anche dai giornali che di solito criticano il primo ministro Benjamin Netanyahu. Il quotidiano Haaretz gli riconosce di essere intervenuto di persona e di aver chiamato Albert Bourla, amministratore delegato della Pfizer, per assicurarsi la fornitura. Altri sostengono che lo Stato ebraico sia stato disposto a pagare molto di più per accaparrarsi le dosi, fino al doppio di americani ed europei. Di sicuro Israele rappresenta un caso test che può diventare il simbolo di cui le case farmaceutiche hanno bisogno per dimostrare l’efficacia della copertura: «Le piccole dimensioni, l’alta densità della popolazione e un’infrastruttura avanzata — scrive il quotidiano Times of Israel – dovrebbero garantire di poter immunizzare la maggior parte dei cittadini in tempi brevi». Il governo spera di raggiungere l’obiettivo dei due terzi (senza contare i ragazzi sotto ai 16 anni) entro la fine di marzo. E dal mese successivo spera di riaprire al turismo. I viaggiatori stranieri sarebbero accolti con alcune regole e limitazioni: test negativo a 72 ore dall’arrivo, itinerario e spostamenti definiti in anticipo, obbligo di lasciarsi monitorare attraverso il telefonino.

L’ostacolo che potrebbe impedire questo traguardo è un ritardo nelle forniture: il ministero della Sanità avverte che senza nuove consegne sarebbe costretto a interrompere le operazioni per due settimane e il telegiornale del Canale 12 rivela che Moderna, la società in competizione con Pfizer, è pronta a distribuire un milione di fiale. «I politici stiano attenti a non cantar vittoria troppo presto – commenta sempre il Times of Israel –. In maggio hanno proclamato di essere stati i primi a sconfiggere la pandemia per poi diventare i primi a dover imporre una seconda quarantena nazionale».

Il modello della sanità israeliana sembra costruito per fronteggiare una manovra complessa come questa vaccinazione di massa: il sistema garantisce la copertura totale attraverso quattro mutue, che sono no profit ma in concorrenza tra di loro per attrarre i pazienti perché sovvenzionate dallo Stato in base al numero di iscritti. In teoria dovrebbe rendere tutto più efficiente, in pratica già emerge qualche problema, come spiega il quotidiano Haaretz: nata nel 1911, Clalit è la convenzione storica, raggruppa la parte più anziana della popolazione e sta ancora vaccinando gli over 60, mentre le altre organizzazioni potrebbero già passare alla seconda fase. I dirigenti di Clalit premono per allineare i tempi, gli altri vorrebbero accelerare e ottenere le dosi per i gruppi meno a rischio.

La campagna di vaccinazione non ferma per ora la diffusione del virus: i contagiati superano i 5 mila al giorno e il governo sta pensando di imporre un lockdown nazionale ancora più rigido, con la chiusura totale di scuole e negozi almeno per due settimane.

1 gennaio 2021 (modifica il 1 gennaio 2021 | 14:14)

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