Vaccino, come funzionerà la campagna: in Lombardia un sms con l’invito a prenotarsi Le ipotesi

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Precedenza ai sanitari

La stragrande maggioranza dei vaccinati sono operatori sanitari e sociosanitari che prevalgono nettamente sugli anziani delle residenze Rsa. Come previsto, si è data precedenza ai sanitari per arrivare a ospedali Covid free che non risentano di carenze di organico determinate dalla indisponibilità di medici e infermieri contagiati e che garantiscano ai pazienti un’assistenza sicura. Ci si interroga sull’avvio della seconda fase, sulla popolazione esterna a ospedali e Rsa, a cominciare dagli over 80 anni.

La somministrazione dai medici di famiglia

La vaccinazione andrà prenotata? Come avverrà la somministrazione? Occorrerà recarsi personalmente in un ambulatorio o in un gazebo contrassegnato dalla primula, il fiore scelto per identificare la campagna vaccinale? Il commissario Domenico Arcuri non ha dato indicazioni alle Regioni. La strategia dipenderà dal tipo di vaccino disponibile a marzo quando potrebbe avere avvio la campagna di massa. Nel Lazio D’Amato pensa di «coinvolgere medici di famiglia e farmacisti, per un totale di 6mila punti di somministrazione, se in quella fase si potrà avere il vaccino di AstraZeneca che richiede modalità di conservazione in un frigo a 2-8 gradi sotto zero. In questo caso la prenotazione e la chiamata funzionerebbe come per la vaccinazione anti influenzale». E ovviamente si potrebbe contare anche sui vaccinatosi che in tutta Italia sono stati formati per assolvere a questo compito. Per il momento non si registrano fenomeni di obiezione al vaccino tali da far impensierire.

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L’sms in Lombardia

In Lombardia (circa 2.170 le somministrazioni e il numero apparentemente insufficiente dipende dalle diverse date di consegna dei lotti alle Regioni) la fase 2 è in progettazione. L’invito a vaccinarsi potrebbe arrivare per sms, basta rispondere per fissare un appuntamento. Giacomo Lucchini, responsabile operativo regionale per la vaccinazione anti Covid ha idee chiare: «Non si può pensare di raggiungere i nostri 9 milioni di cittadini lombardi per lettera. Noi pensiamo di incrociare i dati delle anagrafi sanitarie con medici di famiglia, gestori telefonici ed enti locali in modo da poter individuare il recapito telefonico delle persone cui proporre la profilassi. Più problematico sarà per gli anziani che potranno essere contattati attraverso i figlio, la famiglia o il Comune». Ma c’è un piano nazionale? «Stiamo aspettando dalla struttura commissariale il nuovo software che consentirà di organizzare questo lavoro. Speriamo che tutte le regioni vadano avanti insieme», si augura Lucchini.

1 gennaio 2021 (modifica il 1 gennaio 2021 | 13:02)

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