Usa 2020, Alexandria Ocasio-Cortez vince facilmente e resta in Congresso

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Quella di Alexandria Ocasio-Cortez è stata la sfida per la Camera più costosa d’America, ma alla fine per la deputata di New York è arrivata una facile — e scontata — vittoria: a gennaio comincerà il suo secondo mandato in Congresso, dove è entrata nel 2019 a 29 anni. Durante la campagna elettorale i tre candidati in gara hanno raccolto in totale 31 milioni e ne hanno spesi 26, che non sono serviti a far cambiare colore al 14esimo distretto di New York, solidamente democratico, che rappresenta parte del Bronx e del Queens. Da un lato c’era la giovane stella del partito democratico, la 31enne Ocasio-Cortez, che aveva raccolto oltre 17 milioni; dall’altro uno sconosciuto insegnante delle scuole cattoliche ed ex poliziotto, il sessantenne John Cummings, che aveva messo insieme quasi 10 milioni — arrivati soprattutto da fuori dello Stato — soltanto perché correva contro un simbolo dell’America liberal. C’era poi una terza candidata, Michelle Caruso-Cabrera, già sconfitta alle primarie democratiche, che aveva provato la carta del terzo partito correndo con il Serve America Movement e raccogliendo 3,3 milioni di dollari.

I dollari investiti da Cummings non hanno fatto la differenza, ma in questo caso raccontano un’altra storia, che ha a che fare con la profonda polarizzazione politica di questi tempi: i candidati repubblicani riescono a raccogliere grandi somme di denaro basandosi semplicemente sul risentimento nei confronti della giovane stella liberal. «Vi posso assicurare che il 75% di coloro che hanno donato a Cummings non sa nulla di lui», aveva spiegato al New York Times Tom Doherty, stratega repubblicano. «Anche io di lui so soltanto che corre contro AOC: le persone che donano lo fanno contro di lei».

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E così, per riuscire nell’impresa impossibile, Cummings ha speso milioni in spot digitali e televisivi, andati in onda anche fuori dal distretto, in cui — a differenza della rivale, che ritiene «un’outsider» che ha studiato nella contea di Westchester — si presenta come un uomo del Queens. «Ha fatto un grande lavoro per crearsi un personaggio nazionale, ma si è dimenticata del suo distretto», ha spiegato in un’intervista il candidato repubblicano, che è un sostenitore del presidente Donald Trump.

Cummings ha puntato poi centinaia di migliaia di dollari sulla pubblicità via posta, ha assoldato una celebre società di consulenza dell’Arizona e pure una della Virginia vicina al comitato dei senatori repubblicani. In totale, negli ultimi tre mesi, la sua campagna ha speso 560 mila dollari soltanto in spot pubblicati su Facebook. Nello stesso periodo, Ocasio-Cortez — che pure è molto critica nei confronti del social network, colpevole a suo dire di non fare fact-checking agli spot politici — ha investito 1,6 milioni di dollari sulla piattaforma di Zuckerberg. «Non è una campagna che vinceremo, ma ci dice a che punto siamo nella politica americana», spiega sempre Doherty al quotidiano newyorkese.

4 novembre 2020 (modifica il 4 novembre 2020 | 09:39)

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