Strage Bologna: Bellini ‘delitto infame, non c’entro’

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(ANSA) – BOLOGNA, 24 NOV – “Nonostante mi abbiate accusato di
questo delitto infame, che è la strage di Bologna, io rimango un
collaboratore di giustizia, non ho interesse ad andare contro di
voi. Voi siete convinti di una cosa, io di un’altra”. Lo ha
detto l’ex di Avanguardia Nazionale, Paolo Bellini, durante il
suo interrogatorio nell’ambito del nuovo processo sulla strage
del 2 agosto 1980, che lo vede imputato per concorso
nell’attentato.
    Sotto accusa sono anche l’ex capitano dei carabinieri,
Piergiorgio Segatel, per depistaggio e l’ex amministratore di
condomini in via Gradoli, a Roma, Domenico Catracchia, che
risponde di false informazioni ai pm. L’ex di Avanguardia
Nazionale, sottoposto per due volte al regime di protezione
testimoni, è in detenzione domiciliare con fine pena “nel 2032 o
2033, se ci arrivo”, ha sottolineato.
    Bellini, che ancora una volta ha ribadito la sua innocenza
riferita all’attentato, ha cominciato il suo esame rispondendo
alle domande del Pg Nicola Proto e spiegando i suoi primi anni
di attività criminale, vale a dire la prima metà degli anni ’70.
    L’imputato ha confermato la sua attività all’interno di
Avanguardia Nazionale, sostenendo come già fatto in passato di
esservi entrato per infiltrarsi su richiesta del padre Aldo, del
senatore dell’Msi Franco Mariani e di Giorgio Almirante.
    “Premetto che ero infiltrato per conto del senatore Mariani
dell’Msi e di Almirante, per cercare di sapere se c’erano
persone collegate all’estremismo duro, perché la politica di
Almirante si stava incamminando verso una destra diversa. Siamo
nel 1971-72”, ha sottolineato Bellini. “Lo scopo era informarsi
per vedere e capire se c’erano persone facinorose e collegamenti
con l’estremismo. Se si fosse arrivato al terrorismo io sarei
dovuto arrivare fino a là, siamo nel 1971-72, Mariani e
Almirante erano preoccupati per l’estremismo che si stava
formando nella destra”. (ANSA).
   


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