Saman, i carabinieri di Reggio Emilia a Parigi. I genitori del fidanzato chiedono il visto per l’Italia

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Saman con il velo e in uno scatto social
Saman con il velo e in uno scatto social

Trasferta parigina per i carabinieri reggiani. Due degli investigatori che hanno lavorato sin qui al caso della scomparsa di Saman Abbas, 18enne pakistana di Novellara, stanno partendo in queste per la capitale francese: rimarranno qualche giorno, scambiando informazioni con la polizia locale al fine di rintracciare Nomanulaq Nomanulaq, l’altro cugino della ragazza e anche lui indagato per il suo omicidio, ancora latitante così come i genitori. I militari reggiani non faranno indagini. Si tratta, appunto, di uno scambio di investigazioni.


Dalla Francia: «Per l’estradizione dello zio ci aspettiamo tempi rapidi»

Intanto parla Michel Faury, il commissario francese che ha coordinato l’arresto dello zio di Saman, Danish Hasnain: «Non c’è stata violenza al momento del fermo, gli inquirenti italiani avevano trovato collegamenti con i profili social dell’uomo. La sua sorte si deciderà mercoledì, davanti alla corte d’Appello: con l’Italia la procedura è più veloce, ma i tempi per l’estradizione non si conoscono, dipende se lui farà opposizione». Ci saranno nuovi interrogatori e indagini sulla rete di contatti del 33enne. Il commissario ha poi riepilogato le varie fasi che hanno portato all’arresto di Hasnain: «a luglio abbiamo avuto i primi elementi, ma dall’inchiesta di allora non scaturì niente. In seguito i nostri amici italiani ci hanno comunicato altri elementi, in particolare i dati del suo computer e l’indirizzo IP utilizzato per navigare sui social network. Lo abbiamo localizzato, prima il quartiere in cui si trovava, poi il palazzo, quindi abbiamo individuato i suoi vicini la settimana scorsa».

I genitori del fidanzato scrivono a Di Maio e chiedono il visto per l’Italia

Intanto i genitori del fidanzato della ragazza chiedono, tramite gli avvocati del figlio, un visto per l’Italia per questioni di sicurezza: hanno scritto al ministro degli Esteri Luigi Di Maio dicendo di aver ricevuto più di una minaccia di morte. A chiederlo, con una lettera inviata al ministro degli Esteri Luigi Di Maio e all’ambasciatore italiano ad Islamabad, Andres Ferrarese, è l’avvocato del giovane, Claudio Falleti. Prima di sparire – e come ipotizza la procura di Reggio Emilia, di essere uccisa – Saman aveva intrapreso una relazione con Saqib, un giovane pakistano che abita in Italia. Relazione pesantemente osteggiata dai suoi familiari che volevano, invece, che sposasse un cugino. I genitori di Saqib si trovano in Pakistan, come pure i genitori di Saman. Hanno ricevuto minacce sia di persona, sia attraverso telefonate e messaggi sui social, sia prima, sia dopo la sparizione di Saman. L’arresto dello zio, ritenuto l’esecutore materiale dell’omicidio, ha fatto alzare il livello di preoccupazione. Il visto «a validità territoriale limitata» non può essere richiesto dall’interessato, ma può essere concesso dalla rappresentanza diplomatica per particolari ragioni d’urgenza o in caso di necessità. «La famiglia di Saqib – dice l’avvocato Falletti – versa in una condizione di grave pericolo per la propria vita ed è costretta a nascondersi per paura di ripercussioni già minacciate. Questi comportamenti non possono essere trascurati ed è importante che il ministero e le rappresentanze diplomatiche si attivino affinché null’altro di atroce possa accadere, andando ad aggiungersi a una gia’ grave e triste vicenda».

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27 settembre 2021 (modifica il 27 settembre 2021 | 21:44)

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