Salvini: «Se serve, sì a lockdown totale. Ma il governo ci ascolti»

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Chiudere attività economiche, limitare la libertà di circolazione delle persone, insomma un lockdown generalizzato. Matteo Salvini, in passato spesso critico sui blocchi totali, ora mette davanti l’obiettivo sanitario e dice: «Se ci sono le necessità di farlo, è giusto farlo. Non puoi però chiudere il sabato le palestre e la domenica i teatri, i bar fino alle 18. Io mi auguro che non ci sia un lockdown, evidentemente, ma siccome la vita viene prima di tutto e la salute viene prima di tutto, se ci sono scelte razionali si fanno». Il leader della Lega, a Radio Anch’io su Radio Uno, ha poi aggiunto: «Nessuno ha la bacchetta magica, la prima chiusura è stata la prima volta nella storia e tutti navigavamo a vista a febbraio, ma a fine ottobre qualcuno avrebbe dovuto imparare la lezione».

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«Persa l’estate a parlare di banchi e monopattini»

«Le cose che si dovrebbero fare ora? Tamponi a domicilio, cure a domicilio, il 75% delle persone che corre in ospedale terrorizzata potrebbe essere curata a casa e poi ci sono i trasporti pubblici. Oggi c’è un cda dell’Agenzia nazionale del farmaco e mi auguro approvi le linee per le cure domiciliari. Se c’è da chiudere qualcosa per salvare la vita lo si fa, ma si deve avere una visione. Abbiamo un commissario all’emergenza per queste cose che si chiama Arcuri, occorrono dei protocolli nazionali, dei bandi nazionali. Perché si è persa l’estate a parlare di banchi con le rotelle e monopattini», ha aggiunto.

«Io sento in continuazione sindaci e governatori»

Salvini torna a rivendicare un ruolo attivo del centrodestra che vorrebbe essere ascoltato dal governo, come chiesto anche da Giorgia Meloni e da Silvio Berlusconi. «Noi è sei mesi che chiediamo collaborazione che si è sostanziata in tre telefonate di 1 minuto», ha detto il leader della Lega, «io sento in continuazione sindaci e governatori, 14 sono del centrodestra e fanno proposte. Noi oggi saremo in aula e faremo le nostre proposte» ma «non basta scrivere una lettera. Faremo le nostre riflessioni ma non è accettabile rivedere il film di marzo con Conte in tv la sera che ci dice cosa fare la mattina dopo».

29 ottobre 2020 (modifica il 29 ottobre 2020 | 10:00)

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