Razzi da Gaza su Israele dopo i raid, Usa: evitare l’escalation

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Salve di razzi sono state lanciate da Gaza verso il sud e il centro di Israele dove prima erano risuonate le sirene di allarme. Lo ha fatto sapere la tv pubblica secondo cui ci sono stati vari intercettamenti da parte dell’Iron Dome. Finora non si ha notizia di vittime.

Le sirene di allarme antimissili stanno risuonando in alcune zone del sud di Israele. Lo fa sapere il portavoce militare. Tra le zone, quelle di Ashkelon, Yavne, Ashdod dove la popolazione sta andando nei rifugi.

Gli Stati Uniti invitano tutte le parti a evitare un’ulteriore escalation. Lo afferma il portavoce della sicurezza nazionale della Casa Bianca, John Kirby, in merito alle tensioni a Gaza dove Israele ha avviato l’operazione ‘Breaking dawn’.

Israele ha ripreso a colpire postazioni della Jihad a Gaza. Lo ha fatto sapere il portavoce militare secondo cui “forze speciali e di artiglieria” hanno centrato “sei postazioni militari” della Jihad islamica nella Striscia. “Un certo numero di operativi dell’organizzazione – ha continuato – è stato neutralizzato durante gli attacchi”.

Il ministro della Difesa israeliano Benny Gantz ha autorizzato il richiamo di 25 mila soldati della riserva. Lo ha reso noto la televisione commerciale Kan. Il loro inquadramento, ha notato la emittente, richiederà diversi giorni nel corso dei quali sarà possibile per Israele verificare se la crisi con Gaza possa ancora essere contenuta, o se essa sia destinata ad estendersi.

La presidenza di Abu Mazen ha condannato “l’aggressione israeliana contro il popolo nella Striscia di Gaza” e ne ha chiesto “l’immediata fine”. Lo riporta l’agenzia Wafa secondo cui “le forze di occupazione” israeliane sono “responsabili di questa pericolosa escalation”. La presidenza di Abu Mazen ha invitato la comunità internazionale “a costringere Israele a fermare l’aggressione”.

Migliaia di persone hanno partecipato oggi a Gaza ai funerali di Tayassir Jaabari, il comandante militare della Jihad islamica responsabile del settore nord della Striscia, ucciso oggi in un attacco israeliano contro l’appartamento di Gaza City dove si nascondeva. Il suo corpo è stato trasferito dall’ospedale Shifa alla moschea al-Amari – nella città vecchia di Gaza – e poi nel rione di Sajaya dove abitava e dove è stato sepolto. Nella folla spiccavano – nonostante l’elevato rischio personale – i dirigenti delle Brigate al-Quds, l’ala militare della Jihad islamica. In cielo si notavano aerei senza pilota dell’aviazione militare israeliana. “La nostra reazione non si farà attendere”, ha ammonito la Jihad islamica durante i funerali. A quanto pare si trattava di un avvertimento per un prossimo lancio di razzi verso Israele. A Gaza si è subito creata un’atmosfera di guerra. Molti hanno approfittato delle prime ore di incertezza per correre alle stazioni di benzina, per affollare supermercati e mercati ortofrutticoli. Nella popolazione è anche vivo il timore che un nuovo confronto militare con Israele possa causare ulteriori tagli alla erogazione della corrente elettrica, che già oggi è ridotta a sei ore consecutive ogni sedici.

L’esercito israeliano ha confermato l’uccisione del comandante della Jihad islamica nel nord della Striscia Tayasir Jabari. Insieme a lui – ha fatto sapere il portavoce militare – sono stati uccisi durante l’operazione ‘Breaking dawn’ altri 14 membri dell’organizzazione. Il ministero della sanità di Gaza per ora – secondo i media – parla di 7 morti e 40 feriti. Tra le vittime c’è anche una bambina di 5 anni. Secondo le stesse fonti il bilancio è destinato a salire ulteriormente. “L’esercito ha colpito poco fa obiettivi della Jihad islamica a Gaza. Si tratta di un’operazione per rimuovere una minaccia concreta nei confronti di cittadini israeliani e nelle zone vicine a Gaza”. Lo ha detto il premier Yair Lapid. “Il governo di Israele non permetterà ai terroristi di minacciare cittadini. Chiunque cerchi di colpirci sappia che lo raggiungeremo”

Esercito Israele avvia operazione ‘Breaking dawn’ a Gaza

ATTIVATO IRON DOME
L’esercito israeliano ha chiamato l’operazione avviata a Gaza contro la Jihad islamica palestinese ‘Breaking Dawn’, definizione che significa ‘l’arrivo di un nuovo giorno’. Lo ha fatto sapere il portavoce militare aggiungendo che “una allerta speciale” è stata dichiarata sul fronte interno del Paese. L’Iron dome, il sistema di difesa missilistico, è stato schierato per coprire fino a 80 chilometri all’interno di Israele, quindi compresa Tel Aviv e Modin.

Esercito Israele avvia operazione ‘Breaking dawn’ a Gaza

TEL AVIV NEL MIRINO
“Tel Aviv e tutte le altre città israeliane sono nel nostro mirino”: lo ha affermato il leader politico della Jihad islamica Ziad Nahaleh, citato dalla radio pubblica israeliana. “In questa campagna non ci poniamo alcuna linea rossa. Tel Aviv sarà un nostro obiettivo. Colpiremo tutte le città degli occupanti. Nelle prossime ore essi vedranno la nostra reazione”. Secondo Nahaleh tutte le fazioni armate dei palestinesi devono unirsi a questo sforzo. L’emittente ha rilevato che Nahaleh, che di norma opera da Beirut, due giorni fa era in visita ufficiale a Teheran. 

Esercito Israele avvia operazione ‘Breaking dawn’ a Gaza

IN CORSO BREAKING DAWN
Israele sta colpendo obiettivi nella striscia di Gaza. Lo ha riferito il portavoce militare. Nelle retrovie israeliane è stato elevato lo stato di allerta. Altri dettagli saranno forniti in seguito, ha aggiunto il portavoce. “La situazione nel sud di Israele è tesa. Noi non cerchiamo un conflitto, ma non esiteremo a difendere i nostri cittadini, se necessario”: questo il messaggio diretto oggi dal ministro della difesa Benny Gantz ai dirigenti di Gaza, dopo le ripetute minacce giunte negli ultimi giorni dalla Jihad islamica di condurre attacchi contro Israele. “Ai nostri nemici, in particolare ai leader di Hamas e della Jihad islamica, voglio dire che il tempo è scaduto. Questa minaccia sarà rimossa, in un modo o in un altro”. La escalation al confine fra Israele e Gaza si è creata quattro giorni fa in seguito alla cattura di Bassam a-Saadi, il capo della Jihad islamica in Cisgiordania. L’ala militare della sua organizzazione ha decretato lo stato di massima allerta fra i miliziani e ha minacciato attacchi. Israele teme in particolare lanci di razzi anticarro da Gaza contro veicoli israeliani in transito ai bordi della Striscia e ha chiuso al traffico diverse arterie ed un tratto della ferrovia. Gantz ha anche accusato Hamas e la Jihad islamica di “tenere in ostaggio” la popolazione della Striscia e di essere la causa delle sue sofferenze, per la prolungata chiusura dei valichi fra Gaza ed Israele. Nel tentativo di evitare una escalation, l’Egitto ha fatto opera di mediazione fra Israele e la Jihad islamica. Un esponente dell’Onu, secondo i media, ha anche fatto visita alla famiglia di a-Saadi per tranquillizzarla sulle condizioni di salute del suo congiunto dopo la diffusione di notizie di un suo ferimento durante la cattura. Rivolgendosi alla comunità internazionale, in particolare a quanti hanno cercato di calmare le tensioni, Gantz ha assicurato che “Israele si comporta in maniera responsabile e controllata”. 


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