Primarie, ecco le regole: ma nel programma non c’è il Passante

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Il voto alle primarie
Il voto alle primarie

Le primarie marciano verso il 13 giugno, con un piano B: in caso di pioggia, vista la necessità di seggi all’aperto, slitterebbero al 20. È questa la strada su cui si muove il centrosinistra, impegnato a definire le regole dei gazebo per la scelta del candidato sindaco alle Amministrative (10 ottobre la data più papabile). Assodato che il voto sarà online e in presenza per tutti, restano diversi nodi da sciogliere: dall’apertura ai sedicenni, inclusa nella bozza di regolamento ma contro cui si è già pronunciata la sindaca Isabella Conti; al numero di firme per candidarsi, che nella proposta di regolamento sono mille (ma potrebbero scendere un po’ in considerazione della pandemia).


Due bozze per le regole

Due le bozze che il segretario del Pd Luigi Tosiani ha portato sul tavolo del centrosinistra: quella del regolamento delle primarie e quella sul «Manifesto per Bologna 2021», base del patto di coalizione e prima ossatura del programma che verrà. Due pagine appena, divise in dodici punti, che dicono molto della mano tesa alle forze della sinistra (a partire da Coalizione civica, Coraggiosa e Articolo 1). Dal primo punto dedicato all’uscita dalla crisi pandemica, fino al cui termine si chiedono ammortizzatori e aiuti «per i lavoratori dipendenti, per quelli autonomi e per i piccoli imprenditori come commercianti e ristoratori», all’ultimo punto dedicato all’agricoltura come chiave della ripresa post pandemia. Ma a colpire è il paragrafo intitolato «scelte coraggiose per la mobilità», un chiaro segnale alla sinistra fin dal titolo. In 111 parole si parla di Sfm, bus, treno, tram, biglietto unico metropolitano, Ciclovia del Sole e bicipolitana, ma non c’è alcun accenno a un convitato di cemento come il Passante di mezzo.

Un tetto di spesa per i candidati

È sulle regole che si è però concentrata la prima parte della discussione di ieri sera. C’è chi vuole discuterle prima di decidere se partecipare o meno alle primarie (il M5S e Coraggiosa) e chi, come Italia viva, sostiene che si debba prima dire se si sta dentro alle consultazioni. Tra le proposte della bozza anche il tetto di spesa da 20.000 euro per la campagna di chi si candiderà alle primarie, l’obbligo di fair-play nel materiale promozionale e la possibilità di rivolgersi in caso di reclami o contenziosi al Comitato organizzativo e di garanzia (che dovrà pronunciarsi entro 24 ore). Le primarie dovrebbero svolgersi dalle 8 alle 20 di domenica 13 giugno e tener conto di «tutte le disposizioni date dalla normativa anti-Covid previste dal Dpcm vigente al momento del voto. In ogni caso — si legge nella bozza — si eviterà di creare momenti di assembramento».

I 25 sindaci con lepore

In pista restano al momento i due assessori dem Matteo Lepore e Alberto Aitini, oltre alla sindaca di Italia viva Isabella Conti (che corre da indipendente), che dovrebbe incassare però presto l’endorsement di Aitini e di gran parte dei suoi sostenitori. Lepore ha lanciato segnali alla sinistra di Coalizione civica, convinto della possibilità di ottenere il loro sostegno già alle primarie, e incassato l’endorsement di 25 sindaci della Metropoli (Conti esclusa, ovviamente) che incontrerà venerdì. La sindaca di San Lazzaro è andata invece in strada tra i commercianti della Bolognina: «Potrebbe essere una perla, può diventare il fiore all’occhiello della città».

4 maggio 2021 (modifica il 4 maggio 2021 | 07:06)

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