Pesi:Urso si dimette dal Consiglio Iwf ‘folle e distruttivo’

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

(ANSA) – ROMA, 16 OTT – Arriva in tarda serata di ieri la
drastica decisione di Antonio Urso, presidente Italiano ed
Europeo di Pesistica, che si dimette ‘con effetto immediato e
irrevocabile’ dal Consiglio Mondiale della Federazione
Internazionale di Weightlifting. La scelta arriva in seguito
alle “scellerate” scelte dell’Executive Board dell’IWF, ancora
allo sbando dopo l’esclusione dell’ex Presidente Tamas Ajan,
dimessosi dopo la messa in onda del documentario ‘Secret Doping.
    Lord of the Lifters’ del canale tv pubblico tedesco Ard, che
aveva svelato le corruzioni, le sottrazioni economiche, le
complicità e i controlli sul doping, dell’ex padre-padrone della
pesistica mondiale. A questo era seguito il Rapporto McLaren,
in gran parte basato sulle testimonianze e i dati riportati da
Urso, che aveva svelato ufficialmente i misfatti di Ajan, della
sua leadership autoritaria nell’IWF, dove è stato segretario
generale e poi presidente per 44 anni.
    Solo negli ultimi tre giorni l’IWF ha avuto tre diversi leader
(Ursula Papandrea, Intarat Yodbangtoey – durato solo 48 ore – e
ora il britannico Mike Irani), e ha affrontato severe critiche
da parte del Comitato Olimpico Internazionale, il cui Presidente
Back una settimana fa ha messo in forse la presenza della
Pesistica ai Giochi già a partire da Parigi 2024. Non solo: il
Consiglio IWF è stato etichettato come “corrotto” dal presidente
della sua stessa Commissione Atleti e ora ha perso uno dei suoi
membri più rispettati, Antonio Urso.
    “Il motivo di questa scelta – scrive Urso nella mail inviata a
tutti i membri dell’Executive Board – deriva dal fatto che non
condivido più la linea politica di questo Consiglio, che mi
sembra folle e distruttiva verso il futuro della Pesistica
mondiale”. Una scelta sicuramente forte quella di Urso che in
questo modo intende dare un segnale al CIO, dal quale da tempo
invoca una decisione forte per far sopravvivere la disciplina.
    “Ci ho riflettuto a lungo – afferma Urso – e questa era l’unica
carta che avevo a disposizione per sensibilizzare il Comitato
Olimpico Internazionale. Si sono raggiunti livelli ignobili”.
    (ANSA).
   


Fonte originale: Leggi ora la fonte