Pesca, positive le prime azioni contro il bracconaggio ittico “Risultato frutto del lavoro di squadra”

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Polizia provinciale bracconaggioPersone singole, ma anche vere e proprie organizzazioni di pescatori di frodo lungo l’asta del fiume Po. 

È il bracconaggio ittico, un problema serio e annoso, che investe il grande Fiume, fenomeno sempre  più contrastato dalle misure adottate dalla Consulta interregionale per la pesca e la gestione del patrimonio ittico del fiume, il tavolo permanente costituito dalle Regioni che si affacciano sull’asta del Po – Emilia-Romagna, Piemonte Lombardia e Veneto – e nato proprio con l’obiettivo di adottare, in maniera coordinata, interventi condivisi per il miglioramento delle specie ittiche e il potenziamento di azioni di legalità lungo l’asta del fiume. 

I risultati positivi delle prime azioni di contrasto al bracconaggio, cominciate a inizio estate, sono emersi questa mattina, durante l’incontro in videoconferenza della Consulta interregionale, a cui hanno partecipato, oltre all’assessore regionale alla Pesca, Alessio Mammi, anche i rappresentanti delle prefetture dei territori di riferimento e i tecnici di tutte le strutture regionali. 

Oltre al contrasto del bracconaggio l’incontro ha dato riscontro positivo anche sull’attività di armonizzazione e coordinamento per le attività di pesca portate avanti dalla Consulta e che permetteranno di attivare azioni per uniformare e strutturare sempre meglio i monitoraggi e i controlli nel più grande fiume italiano.

La Consulta interregionale Pesca Po 

Istituita con Protocollo di intesa dalle Regioni che si affacciano sull’asta del fiume, la Consulta è un tavolo permanente consultivo interregionale per la pesca sostenibile, che monitora e affronta in modo unitario e coordinato, le politiche di miglioramento delle specie ittiche, la gestione della pesca, lo sviluppo delle potenzialità del fiume verso attività eco-sostenibili, oltre a potenziare le azioni di legalità volte al contrasto del bracconaggio.


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