Palestre, sport, feste e cerimonie: come cambia il tempo libero con le nuove regole

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Il coprifuoco, che Conte invita a chiamare con un termine meno bellicoso, lascia agli italiani qualche spazio di libertà. Chiude i ristoranti alle 18, ma consente di pranzare fuori la domenica, «concessione» ottenuta dalle Regioni dopo una trattativa molto tesa. Si chiede ai cittadini di spostarsi solo per necessità, ma la chiusura dei confini tra Regioni non scatta. E se si raccomanda di non invitare ospiti a casa, un vero divieto non c’è. La parte meno chiara è quella relativa allo sport, che lascia ampio margine a interrogativi e interpretazioni. Gli impianti sciistici sono chiusi? , ma le Regioni possono riaprirli. E se gli sport da contatto sono sospesi, sembra difficile poter sanzionare un allenatore di calcetto che venisse sorpreso a far correre all’aperto, a distanza di sicurezza, i suoi aspiranti «Ronaldo».

Sport vietati – La serrata per palestre e piscine. E gli stadi tornano senza pubblico

Dopo un braccio di ferro durato giorni e tensioni interne alla maggioranza e al Cts, la decisione è presa: «Sono sospese le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali». E ancora, «centri culturali, centri sociali e centri ricreativi». Resta la possibilità di svolgere attività sportiva di base e attività motoria in genere purché all’aperto «presso circoli sportivi, pubblici e privati», senza creare assembra-menti e rispettando le distanze. È sospeso lo sport da contatto, come il calcio, il calcetto, il basket: «Sono altresì sospese l’attività sportiva dilettantistica di base, le scuole e l’attività formativa di avviamento relative agli sport di contatto nonché tutte le gare, le competizio-ni e le attività connesse agli sport di contatto, anche se aventi carattere ludico-amatoriale». Riassumendo, lo sport da contatto è sì vietato, ma far allenare bambini e ragazzi all’aperto e rispettando le distanze è ancora possibile. Un’altra novità è lo stop al pubblico negli stadi: nel decreto non c’è più il passaggio che consentiva mille spettatori all’aperto e 200 al chiuso.

Sport consentiti – Sì a corse e passeggiate in città. Stop allo sci, palla alle regioni

Resta consentito svolgere attività sportiva o motoria all’aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, ma sempre rispettando la distanza di 2 metri per l’attività sportiva e di 1 metro per ogni altra attività, come le passeggiate. E mentre sono sospese le gare degli sport individuali e di squadra, in luoghi pubblici e privati, restano consentiti «eventi e competizioni sportive, riconosciuti di interesse nazionale, nei settori professionistici e dilettantistici, dal Coni, dal Comitato Paralimpico e dalle rispettive federazioni sportive nazionali». Gli atleti di interesse nazionale possono continuare ad allenarsi, purché lo facciano a porte chiuse. Controversa la questione dello sci. Nel decreto è scritto che «sono chiusi gli impianti nei comprensori sciistici», che possono essere usati «solo» dagli atleti di interesse nazionale, professionisti e non. Ma il Dpcm lascia la possibilità di riaprire gli impianti «agli sciatori amatoriali» se la Conferenza delle Regioni adotterà «apposite linee guida» validate dal Comitato tecnico scientifico.

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Feste vietate al chiuso e all’aperto. Stop a sagre e fiere internazionali

Il nuovo decreto del presidente del Consiglio dei ministri vieta tutti gli eventi che possano provocare assembramenti. «Sono vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto, ivi comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose», quindi niente banchetti dopo i matrimoni, i battesimi, le comunioni o le cresime. «Restano comunque sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso». Sono vietate anche le sagre, le fiere di qualunque genere «e gli altri analoghi eventi». Fino al 24 novembre non sarà possibile organizzare nemmeno le fiere internazionali, come da più parti era stato richiesto. Sono inoltre sospesi i convegni, i congressi e gli altri eventi, «ad eccezione di quelli che si svolgono con modalità a distanza». Tutte le cerimonie pubbliche «si svolgono nel rispetto dei protocolli e linee guida vigenti e in assenza di pubblico». Un’altra novità rispetto al precedente Dpcm è lo stop alle attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò.

Cerimonie – Matrimoni, cresime e battesimi: numero chiuso e distanziamento

Il Dpcm consente «le funzioni religiose con la partecipazione di persone nel rispetto dei protocolli». La capienza deve essere indicata all’esterno dei luoghi di culto. Secondo il protocollo stilato con la Conferenza episcopale italiana si possono «celebrare le cresime assicurando il rispetto delle indicazioni sanitarie (in questa fase l’unzione può essere fatta usando un batuffolo di cotone o una salvietta per ogni cresimando), la stessa attenzione vale per le unzioni battesimali e per il sacramento dell’Unzione dei malati». Per quanto riguarda i cori, «i componenti dovranno mantenere una distanza interpersonale laterale di almeno 1 metro e almeno 2 metri tra le eventuali file del coro e dagli altri soggetti presenti». In occasione di matrimoni, «durante la celebrazione gli sposi possono non indossare la mascherina». «Durante lo svolgimento delle funzioni religiose», poi, «non sono tenuti all’obbligo del distanziamento i componenti dello stesso nucleo familiare o conviventi/congiunti, parenti con stabile frequentazione».

26 ottobre 2020 (modifica il 26 ottobre 2020 | 07:25)

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