Marcello Murru, dopo 10 anni di silenzio esce ‘Diavoli storti’

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“Ho più jeans di Bruce Springsteen e meno inferni di Leonard Cohen. Questo album è il mio sguardo sul mondo su questo brutto tempo che non smette di piovere. Diavoli storti’ (VIDEO) è la canzone che non avrei mai voluto scrivere”: così Marcello Murru, poeta e autore tra i più ricercati della canzone italiana, presenta il suo nuovo album, ‘Diavoli storti’, anticipato dal singolo omonimo, dopo dieci anni di silenzio.

“Mi muovo fra la mia piccola stanza in affitto di Testaccio e il Lungotevere in certe giornate di sole in un piccolo cimitero dove Gadda fa pasticci e Gramsci conta i sassi mentre Keats canta l’amore ai piedi della piramide”, spiega all’ANSA Murru.
Il suo lavoro discografico, distribuito da Rea/Concerto e realizzato grazie al crowdfunding di un gruppo di amici, tra cui molti giornalisti e scrittori, ha richiamato l’attenzione di Giancarlo De Cataldo

Con una voce roca e amara, Murru ricorda Waits, Cohen, Conte… Come loro narra la voglia e la rabbia di vivere. Fu il grande produttore Lilli Greco a scoprirlo mentre camminava solitario fra i viali della vecchia RCA.

“Marcello mi ricorda tanto Leonard Cohen – scrive lo stesso De Cataldo – per quel suo sapersi destreggiare fra i registri sentimentale, erotico, ironico, fra la vita e la morte, fra la carne e la meditazione, fra il senso della trasgressione e quello della divinità. Per quella comune consapevolezza che la sconfitta è l’unica condizione autentica che è consegnata da un qualche dio bizzarro (o da chi per lui, pensatela come vi pare) a noi mortali. E che da come affronti la sconfitta – aggiunge il magistrato scrittore – si capisce se hai dentro di te qualcosa che ti rende degno, lirico, puro. Questo è Marcello Murru. Un poeta in musica che maneggia con l’oro e la maestria della parola cantata l’arte di navigare nella sconfitta”.


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