Le multe del nuovo Dpcm: cosa rischia chi viola lockdown e coprifuoco

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Con il nuovo Dpcm le strade e le piazze possono essere chiuse anche prima delle 21. Lo specifica la circolare del Viminale. «La possibilità di disporre la chiusura di strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, già precedentemente prevista dopo le ore 21.00, viene espressamente estesa all’intero arco della giornata o comunque a specifiche fasce orarie non predeterminate, sempre fatta salva la possibilità di accesso, e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private».

Gli spostamenti

Nella circolare firmata dal prefetto Bruno Frattasi, capo di gabinetto della ministra Luciana Lamorgese, vengono chiarite anche le regole per gli spostamenti.

AREA ARANCIONE
Occorre inoltre far presente che nei territori dell’area arancione, la mobilità all’interno del comune di domicilio, abitazione o residenza non è soggetta a limitazioni, salvo che nelle ore del cosiddetto «coprifuoco» (22,00-5,00); sicché per gli spostamenti da una zona a un’altra dello stesso comune non vi è alcuna necessità che ricorrano cause giustificative, né conseguentemente di utilizzare il modulo di autocertificazione. In forza di tale previsione risulterà dunque possibile lo spostamento per recarsi, solo a titolo di esempio, presso uffici pubblici, esercizi commerciali o centri servizi (es. per assistenza fiscale, previdenziale, ecc.) quando essi non siano presenti nel proprio territorio comunale. Naturalmente, valgono anche in questo caso le regole prudenziali che suggeriscono non solo di limitare all’indispensabile gli spostamenti, ma anche di effettuarli, di massima, raggiungendo il luogo più vicino dove comunque sia possibile la soddisfazione della propria esigenza. Lo stesso dicasi per l’accesso ai luoghi di culto e la partecipazione alle cerimonie religiose. Va da sé che, come detto, vigendo nei territori in questione restrizioni agli spostamenti, i luoghi di culto dovranno ragionevolmente essere individuati fra quelli più vicini.

AREA ROSSA
Il regime più stringente riguarda innanzitutto il divieto di spostamento, che viene a corrispondere alla massima estensione possibile, in quanto relativo ad ogni forma di mobilità non solo extra ma anche intraregionale e intracomunale, ricomprendendo sia gli spostamenti fra un comune e un altro, sia quelli all’interno dello stesso comune di domicilio, abitazione o residenza. Si precisa che nei territori dell’area rossa restano consentiti gli spostamenti dovuti a motivi di lavoro, salute o altra necessità (qui il pdf dell’autocertificazione).

Cosa si può fare:

Le multe

Rischia una multa da 400 a 1000 euro chi viola le disposizioni del nuovo Dpcm. Più grave invece quanto previsto per chi non rispetta l’obbligo di isolamento fiduciario e la quarantena. In questo caso si può essere denunciati per epidemia colposa. Le sanzioni sono rimaste uguali a quelle previste per l’uso obbligatorio della mascherina al chiuso e all’aperto. Sono previste delle riduzioni: chi viene multato per aver violato i divieti di spostamento e paga entro cinque giorni può usufruire della riduzione della sanzione. Molto più alta la sanzione per malati e persone in attesa di risposta: «Chi ha contratto il Covid-19 ma non rispetta le restrizioni può incorrere in una sanzione penale con l’arresto da 3 a 18 mesi, oltre che in un’ammenda da 500 a 5.000 euro». Può infatti essere denunciato per epidemia colposa. Sanzioni pesanti anche per chi «eseguito il tampone ed essendo stato posto in quarantena precauzionale viola il provvedimento sarà punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 400 a 1.000 euro».

7 novembre 2020 (modifica il 7 novembre 2020 | 15:49)

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