L’attivista di Hong Kong Jimmy Lai torna in carcere

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Il magnate dei media di Hong Kong e attivista pro-democrazia, Jimmy Lai, dovrà tornare in carcere in attesa del processo: lo ha deciso la Corte suprema di Hong Kong. Lai, 73 anni, fondatore di Next Digital, il gruppo che pubblica il tabloid Apple Daily, è stato arrestato ad agosto con l’accusa di collusione con forze straniere ed è poi stato liberato su cauzione. La Corte ha accolto oggi la richiesta della pubblica accusa di negargli la libertà su cauzione. 

Lai è l’attivista pro-democrazia di maggior peso a finire nelle maglie della stretta voluta dalla Cina sull’ex colonia. A uso carico vi sono le visite a Washington per incontrare funzionari di alto livello, tra cui il segretario di Stato Usa Mike Pompeo, per sollecitare il sostegno alla causa democratica di Hong Kong, spingendo Pechino a etichettarlo come un “traditore”.

Lai è stato incriminato all’inizio di dicembre con altri due manager della sua holding con l’accusa di frode legata legata all’uso degli immobili adibiti a uffici delle sue società, presi in locazione da una compagnia del governo di Hong Kong. Il magnate è stato rilasciato su cauzione il 23 dicembre, dopo 20 giorni di detenzione. La prima udienza del processo è prevista per il 16 aprile prossimo. 
   


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