Il Passante di Bologna fermo fino alle primarie del centrosinistra

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Una delle slide di presentazione del progetto del Passante di Bologna
Una delle slide di presentazione del progetto del Passante di Bologna



Tema elettorale

Ma per quanto assente sul tavolo della giunta, il Passante resta più che presente nella sfida interna al centrosinistra. Ieri Isabella Conti, sindaca di Italia viva a San Lazzaro e candidata da indipendente alle primarie, è tornata a pungere il suo sfidante. «Io ho semplicemente detto che per fare cambiamenti così importanti — ha detto riferendosi alla proposta di Lepore fatta propria dall’amministrazione Merola — bisogna fermare la Conferenza dei servizi. Lo fa il Comune di Bologna? Non riesco a capire come fai a giustificare il fatto che fino al giorno prima non hai detto nulla». Anche San Lazzaro, come ha fatto notare maliziosamente il consigliere regionale di Coraggiosa Igor Taruffi, ha in ballo una delibera sul Passante speculare a quella di Bologna. «Ma si tratta di decine di metri rispetto ai 14 chilometri di Bologna. E soprattutto — risponde Conti — noi non abbiamo neanche calendarizzato l’appuntamento». L’assessore dem, dal canto suo, è tornato a battere sull’intenzione di rendere l’opera più green se vincerà le elezioni in autunno. «Il mio obiettivo come sindaco è che sia un intervento, quello che dovremo fare d’accordo con Autostrade, la Regione e il governo, che riduca le emissioni nocive sulla città. Sono pronto a confrontarmi con chiunque e anche a migliorare il progetto che c’è in campo», ha detto Lepore, escludendo però stop all’iter che dovrebbe chiudersi entro fine giugno. «È nella Conferenza dei servizi e nel confronto che si possono ottenere questi risultati, quindi credo che dobbiamo lavorare con le altre istituzioni perché questo obiettivo si raggiunga».

Lo scontro politico

All’assessore alla Mobilità, Claudio Mazzanti, non è ovviamente sfuggito il nodo politico della questione e l’assist che la giunta Merola ha di fatto concesso all’assessore-candidato alle primarie. «In politica nessuno ti fa sconti e capisco che la cosa si presti a una lettura del genere, ma noi vogliamo portare a casa il più possibile sul fronte ambientale senza mettere a rischio la Conferenza dei servizi e gli oltre due miliardi di euro sul tavolo», dice Mazzanti, ben conscio della difficoltà di portare a casa ulteriori risorse per una copertura fotovoltaica che potrebbe costare fino a 200 milioni di euro. «Se ci danno altri soldi, oltre a tutti quelli che ci hanno già dati, io sono pronto ad andare a Roma a piedi…», scherza Mazzanti, che insiste sul rischio zero per la Conferenza dei servizi da chiudere. «Il termine è entro giugno? Al massimo il giorno del termine la nostra delibera ci sarà». Arrivati lì ci sarà anche il vincitore delle primarie.

4 maggio 2021 (modifica il 4 maggio 2021 | 07:05)

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