I risultati delle elezioni Usa 2020, in diretta

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Gli Stati Uniti stanno scegliendo il prossimo presidente. Con una affluenza che sembra destinata a entrare negli annali («Voteranno più persone quest’anno che in qualsiasi altro momento nella storia americana», ha detto il candidato democratico alla Casa Bianca, Joe Biden, aggiungendo di aspettarsi oltre 150 milioni di votanti), i cittadini statunitensi dovranno decidere se confermare alla Casa Bianca, per altri quattro anni, l’attuale presidente,Donald Trump, o costringerlo ad andarsene dopo un solo mandato, preferendogli l’ex vicepresidente di Barack Obama.

Le operazioni di voto stanno procedendo in tutti gli Stati in modo ordinato: 102 milioni di voti erano stati espressi prima dell’«election day» del 3 novembre. Un dato — anche in questo caso — record, il 73% dell’affluenza totale alle elezioni presidenziali 2016, motivato soprattutto dall’effetto della pandemia di Covid-19 che sta colpendo molto duramente gli Stati Uniti (213mila i morti).

Anche a causa dei molti voti espressi per posta — che vengono conteggiati in momenti diversi nei diversi Stati — i risultati del voto potrebbero non arrivare nella notte: anzi, potrebbero tardare per giorni, o forse persino per settimane.

Secondo i sondaggi, ci sono pochi dubbi sul fatto che Joe Biden prenderà più voti, in senso assoluto, di Donald Trump. Come noto, visto il funzionamento del sistema elettorale americano, questo potrebbe non bastare però a Biden per diventare presidente: decisivo sarà l’andamento in alcuni stati-chiave (questi).

Ore 23.15 – Iniziamo con i ritardi
I risultati delle elezioni nel North Carolina saranno ritardati di almeno 45 minuti: il consiglio elettorale dello Stato ha esteso le votazioni in un seggio che stamattina ha avuto dei problemi. Lo Stato avrebbe dovuto iniziare a riportare i risultati all’1:30 di notte, ora italiana, ma non sarà possibile rilasciare i risultati fino alle 2:15. Il North Carolina è uno dei principali Stati in bilico.

Ore 23.12 -I supporter di Trump denunciano brogli
Su Twitter, da ore, stanno circolando messaggi con l’hashtag #StopTheSteal («ferma il furto») e #FreeAndFairElections («elezioni libere e giuste»): a usare questi hashtag sono soprattutto fan di Trump, che segnalano presunti brogli elettorali a danno dei repubblicani. Alcuni denunciano ritardi nell’apertura dei seggi, in Pennsylvania ad esempio, orchestrate ad arte per non far votare chi deve andare a lavorare. Altri segnalano e pubblicano foto di guasti alle macchine elettorali a Philadelphia, New York e in Georgia, zone conquistate da Trump nel 2016. Lo stesso Trump ha postato un tweet con informazioni fuorvianti sul voto in Pennsylvania, e in particolare sul conteggio dei voti per posta fino a tre giorni dopo la chiusura dei seggi. Secondo Trump, questa pratica avrebbe aperto le porte a episodi di «violenza nelle strade». Twitter ha segnalato il messaggio del presidente come fuorviante, e ha impedito di ritwittarlo.

Ore 23 — la preoccupazione più grande al voto

Secondo un sondaggio della Associated Press condotto su 127mila persone, il tema più importante per i cittadini americani è, in questo momento, la pandemia, seguita dall’economia. Alla richiesta se il Paese stia andando nella giusta direzione, il 37 per cento ha detto di sì, il 63 per cento ha risposto di no.

Ore 22:55 — i ritardi nel voto postale
Le Poste statunitensi non sono riuscite a rispettare l’ordine di un giudice federale di Washington D.C., che aveva imposto di ultimare la consegna dei voti espressi per posta rimasti in più di venti centri dello US Postal Service. Tra i centri coinvolti nei ritardi ce ne sono alcuni nella Pennsylvania centrale (favorevole a Trump), Philadelphia (tradizionalmente democratica), Detroit, Atlanta, nel sud della Florida e in parte dei Wisconsin. Il nuovo responsabile delle poste americane, Louis DeJoy, è uno dei più facoltosi donatori del partito Repubblicano, ed è al centro delle polemiche da quando, quest’estate, ha implementato un nuovo regolamento che ha causato enormi ritardi nella consegna dei voti per posta, decisivi quest’anno anche a fronte dei timori di molti elettori a recarsi ai seggi a causa della pandemia.

Ore 22.50 – Biden sulla tomba del figlio
Biden ha passato la mattinata di martedì nella sua città natale — Scranton, in Pennsylvania. Una scelta tutt’altro che banale: la Pennsylvania è uno degli Stati dall’esito del quale dipenderà la vittoria dell’uno o dell’altro candidato. Biden, accompagnato dalla moglie Jill, ha fatto visita a una chiesa e alla tomba del figlio Beau, morto di cancro al cervello nel 2015, le cui parole furono determinanti per spingere Biden alla corsa per la Casa Bianca.

Ore 22.44 – Trump: «Perdere per me non è mai facile»
Entrambi i candidati potrebbero parlare alla nazione nella notte — ma sia Trump, sia Biden hanno lasciato aperta la possibilità di farlo successivamente nel caso in cui il risultato non fosse ancora definito. Trump attenderà il risultato del voto alla Casa Bianca, dove sono state istituite due «war room» per controllare in diretta i risultati. Nella mattinata di oggi, Trump si era detto sicuro di poter fare «meglio che nel 2016», ma parlando poi a metà giornata ai reporter assiepati nel quartier generale della sua campagna elettorale ha parlato con un tono più dimesso: «Vincere è facile. Perdere non lo è mai, non per me».

Articolo in aggiornamento…


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