I 5 parametri che le Regioni vogliono usare per decidere le tre zone

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Il governo italiano, con il Decreto della presidenza del Consiglio dei ministri del 4 novembre 2020, ha stabilito che le Regioni possano essere inserite in diverse «zone di rischio», definite da alcuni colori: la zona rossa, la zona arancione, la zona gialla.

L’ingresso delle regioni nelle diverse fasce è stato legato dal ministero della Salute a 21 parametri, che elenchiamo qui sotto. I parametri — decisi il 30 aprile scorso dal ministero della Salute, e alimentati dai dati trasferiti al governo dalle Regioni stesse — portano poi a una decisione «sintetica», cioè lo spostamento in una fascia, con le regole più o meno restrittive che ne derivano.

Le Regioni, però, hanno chiesto con una lettera al governo di modificare i parametri utilizzati per decidere gli spostamenti nelle diverse fasce.

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Le Regioni scrivono che gli indicatori «non (sono più) adeguati al monitoraggio attuale», perché pensati per una situazione epidemiologica diversa, e propongono altri indicatori, cioè questi:

1. La percentuale di tamponi positivi, escludendo — per quanto possibile — tutte le attività di screening e il «re-testing» degli stessi soggetti, complessivamente e per macro-setting (territoriale, PS/Ospedale, altro) per mese. Inserire anche i test antigenici rapidi, altrimenti il denominatore è errato.

Cosa significa? Che secondo le regioni non vanno conteggiati i «re-testing» delle persone trovate positive, e che magari fanno più tamponi intermedi prima di negativizzarsi. Il motivo è semplice: se sono positivo, faccio un tampone per verificare se sono diventato negativo, ma sono ancora positivo, l’attuale sistema conteggia un tampone positivo in più; le regioni chiedono invece di non conteggiarlo, perché non aumenta il numero di persone positive.

Le regioni chiedono anche di inserire nel conteggio i test antigenici rapidi, attualmente non conteggiati. Inserendo anche questi test, che vengono utilizzati anche «in massa», «il denominatore» si alza: e dunque la percentuale di positività (numero di positivi diviso numero totale di tamponi o test) potrebbe abbassarsi.

2. Rt calcolato sulla base della sorveglianza integrata ISS

L’indice Rt si calcola così.

3. Tasso di occupazione dei posti letto totali di Terapia Intensiva (codice 49) per pazienti COVID-19.

4. Tasso di occupazione dei posti letto totali di Area Medica per pazienti COVID-19.
5. Possibilità di garantire adeguate risorse per contact-tracing, isolamento e quarantena:numero, tipologia di figure professionali e tempo/persona dedicate in ciascun servizio territoriale al contact-tracing

In sintesi, come ha spiegato il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, «abbiamo chiesto di valutare la percentuale di tamponi (e test, ndr) positivi su quelli eseguiti, l’indice Rt, il tasso di occupazione dei posti letto nelle terapie intensive, il tasso di occupazione dei posti ospedalizzati e la capacità di fare contact tracing». Non si sa, ha spiegato Fugatti, «se il Governo accetterà» di modificare i parametri né, «se sì, quando eventualmente potrà entrare in vigore il provvedimento».

I 21 parametri del governo

I 21 parametri usati tuttora dal governo, indicati in un provvedimento del ministero della Salute dello scorso 30 aprile, devono soddisfare tre requisiti:
1. capacità di monitoraggio
2. capacità di accertamento diagnostico, indagine e gestione dei contatti
3. risultati relativi a stabilità di trasmissione e alla tenuta dei servizi sanitari

Capacità di monitoraggio
1. Numero di casi sintomatici notificati per mese in cui è indicata la data inizio sintomi/totale di casi sintomatici notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.
2. Numero di casi notificati per mese con storia di ricovero in ospedale (in reparti diversi dalla Terapia intensiva TI) in cui è indicata la data di ricovero/totale di casi con storia di ricovero in ospedale (in reparti diversi dalla TI) notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.
3.Numero di casi notificati per mesecon storia di trasferimento/ricovero in reparto di terapia intensiva (TI) in cui è indicata la data di trasferimento o ricovero in TI/totale di casi con storia di trasferimento/ricovero in terapia intensiva notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.
4. Numero di casi notificati per mese in cui è riportato il comune di domicilio o residenza/totale di casi notificati al sistema di sorveglianza nello stesso periodo.
5. Numero di checklist somministrate settimanalmente a strutture residenziali sociosanitarie (opzionale).
6. Numero di strutture residenziali sociosanitarie rispondenti alla checklist settimanalmente con almeno una criticità riscontrata (opzionale).

Capacità di accertamento diagnostico e gestione dei contatti
1. Percentuale di tamponi positivi escludendo per quanto possibile tutte le attività di screening e il “re-testing” degli stessi soggetti, complessivamente e per macro-setting (territoriale, PS/Ospedale, altro) per mese.
2. Tempo tra data inizio sintomi e data di diagnosi.
3. Tempo tra data inizio sintomi e data di isolamento (opzionale).
4. Numero, tipologia di figure professionali e tempo/persona dedicate in ciascun servizio territoriale al contact-tracing.
5. Numero, tipologia di figure professionali e tempo/persona dedicate in ciascun servizio territoriale alle attività di prelievo/invio ai laboratori di riferimento e monitoraggio dei contatti stretti e dei casi posti rispettivamente in quarantena e isolamento.
6. Numero di casi confermati di infezione nella regione per cui sia stata effettuata una regolare indagine epidemiologica con ricerca dei contatti stretti/totale di nuovi casi di infezione confermati.

Stabilità di trasmissione e tenuta dei servizi sanitari
1. Numero di casi riportati alla Protezione civile negli ultimi 14 giorni.
2. Rt calcolato sulla base della sorveglianza integrata ISS (si utilizzeranno due indicatori, basati su data inizio sintomi e data di ospedalizzazione).
3. Numero di casi riportati alla sorveglianza sentinella COVID-net per settimana (opzionale).
4. Numero di casi per data diagnosi e per data inizio sintomi riportati alla sorveglianza integrata COVID-19 per giorno.
5. Numero di nuovi focolai di trasmissione (2 o più casi epidemiologicamente collegati tra loro o un aumento inatteso nel numero di casi in un tempo e luogo definito).
6. Numero di nuovi casi di infezione confermata da SARS-CoV-2 per Regione non associati a catene di trasmissione note.
7. Numero di accessi al PS con classificazione ICD-9 compatibile con quadri sindromici riconducibili a COVID-19 (opzionale).
8. Tasso di occupazione dei posti letto totali di Terapia Intensiva (codice 49) per pazienti COVID-19.
9. Tasso di occupazione dei posti letto totali di Area Medica per pazienti COVID-19.


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