Guerriglia a Napoli, due arresti. Il vice ministro Mauri: «Azioni criminali preordinate»

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Mezzogiorno, 24 ottobre 2020 – 10:45

La Procura indaga per verificare se clan camorristici abbiano infiltrato propri esponenti tra i manifestanti. Oggi in Prefettura riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica

di Chiara Marasca

Ci sono già i primi due arresti, eseguiti dalla Digos, in relazione agli scontri tra forze dell’ordine e manifestanti che si sono verificati nella tarda serata di ieri a Napoli, durante la manifestazione contro il coprifuoco anti Covid deciso dal governatore campano Vincenzo De Luca. Si tratta di due persone, già note alle forze dell’ordine per reati connessi allo spaccio di sostanze stupefacenti, del quartiere Vasto. I due arrestati hanno entrambi 32 anni e sono stati bloccati in via Santa Lucia durante gli scontri di ieri sera: uno dei due reggeva in mano una bottiglia vuota. Gli investigatori stanno visionando tutti i filmati delle telecamere di sorveglianza attive lungo il percorso del corteo e nella zona degli scontri, per identificare il maggior numero possibile di coloro che hanno compiuto azioni violente; lavoro reso difficile da cappucci e mascherine chirurgiche indossati da quasi tutti i partecipanti.

La manifestazione

I gruppi violenti si sono infiltrati, ingrossandone le fila, in una manifestazione pacifica contro il coprifuoco che era stata annunciata da un gruppo di commercianti. Il tamtam sui social si è moltiplicato dopo l’annuncio di un nuovo possibile lockdown fatto ieri pomeriggio da De Luca, coinvolgendo anche studenti e mondo universitario. Sui social rimbalza in queste ore un post lanciato ieri da Forza Nuova, che si diceva pronta a «scendere in piazza al fianco del popolo di Napoli senza paura, con il vigore tipico della nostra gente».

L’inchiesta

Al momento la Procura ha aperto un fascicolo ed è impegnata a raccogliere informazioni per delineare un quadro più chiaro di quanto accaduto in città, in particolare nelle immediate vicinanze della sede della Regione Campania, dove c’è stato un fitto lancio di oggetti contro polizia e carabinieri. Si indaga per verificare se clan camorristici abbiano infiltrato propri esponenti tra i manifestanti, come sembrerebbe dalle immagini. Le modalità dell’aggressione alle forze di polizia, infatti, sono quelle tipiche della criminalità organizzata. Durante le fasi degli scontri decine di scooter sono stati usati dai manifestanti per ostacolare e ritardare l’intervento delle forze dell’ordine. È uno degli elementi che emergono dalle indagini della Digos, e che delineano il carattere di una «azione preordinata», come l’ha definita il vice ministro all’Interno Matteo Mauri.

shadow carousel

Napoli, corteo sfida i divieti: guerriglia alla Regione
Sette feriti nelle forze dell’ordine

Durante gli scontri di ieri sono rimasti feriti sette appartenenti alle forze dell’ordine. Due agenti del reparto Mobile della Polizia di Stato sono stati medicati per contusioni, mentre un militare dell’esercito ha riportato danni all’udito per lo scoppio ravvicinato di un petardo. Stesso trauma all’udito e contusioni anche per quattro carabinieri che sono dovuti ricorrere alle cure mediche: per tre la prognosi è di 5 giorni, per un altro è di tre giorni. Numerosi i veicoli delle forze dell’ordine che hanno riportato danni.

Il vertice in Prefettura

La Prefettura informa che «in relazione ai gravi fatti accaduti nella serata e nella notte scorsa nella città di Napoli, si svolgerà, nel pomeriggio odierno, alle ore 18.00, un Comitato Provinciale per l’ Ordine e la Sicurezza Pubblica».

Lamorgese: «Violenze inaccettabili e preordinate»

Ieri sera a Napoli si sono verificati «attacchi preordinati», atti di violenza «organizzati, inaccettabili e da condannare», ha detto il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese esprimendo «solidarietà e vicinanza» alle forze di polizia, ai militari e ai membri della polizia locale che sono stati aggrediti e feriti in «veri e propri episodi di guerriglia urbana». Sulla stessa linea le parole del vice Ministro dell’interno con delega alla Pubblica Sicurezza Matteo Mauri: «Quanto accaduto la scorsa notte a Napoli è gravissimo. L’aggressione alle Forze dell’Ordine e la guerriglia urbana scatenata tra le strade della città in prossimità della Regione sono atti criminali. E così verranno trattati. È del tutto chiaro che non si è trattata di una protesta spontanea. Ma di azioni preordinate, organizzate nella quasi totalità da frange di tifosi violenti, da ambienti criminali, anche legati a settori dell’estremismo politico», ha detto Mauri, che ha aggiunto: «Si tratta di delinquenti che risponderanno per quello che hanno fatto. A maggior ragione perché provano a speculare sulla situazione difficile che si sta vivendo, sia dal punto di vista sanitario che per le conseguenze sulla vita dei singoli cittadini. La risposta dello Stato sarà adeguata e proporzionata alla gravità dei fatti avvenuti. I responsabili di questi atti vergognosi saranno individuati con rapidità. A tutti gli agenti coinvolti, al Questore di Napoli, invio la mia totale solidarietà. Ringraziandoli – conclude il viceministro dell’Interno – ancora una volta per l’abnegazione, la prontezza e la professionalità con cui hanno saputo gestire la situazione».

Aggrediti giornalisti

«L’automobile di Canale 21 distrutta, i giornalisti dell’emittente e di diverse altre testate minacciati e aggrediti. La rivolta di camorra di ieri sera non ha solo mostrato il volto della Napoli dei clan ma ha messo a rischio l’incolumità di forze dell’ordine, giornalisti e cittadini», afferma Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania. «Chiediamo pertanto a Prefetto, Questore e Comandante provinciale dei carabinieri di tenere conto, nell’assoluta necessità di riportare la situazione sotto totale controllo, di valutare i rischi a cui sono esposti i giornalisti nel difficile compito di raccontare la città – spiega – Napoli deve ora reagire con tutte le sue energie positive che rappresentano la stragrande maggioranza. Protezione ai giornalisti e solidarietà alle forze dell’ordine». «Il nostro inviato Paolo Fratter e i nostri operatori Vincenzo Triente e Fabio Giulianelli sono stati aggrediti a Napoli mentre documentavano la protesta per il blocco notturno deciso dalla regione Campania. Noi raccontiamo ciò che sta accadendo nelle città italiane, manifestazioni comprese. Ma quando queste manifestazioni degenerano in violenza non possiamo far altro che condannarle con forza», si legge sul sito di SkyTg24.

Fico: «Condannare gli atti criminali»

«Sono state scene di una violenza inaudita quelle di ieri sera a Napoli, da condannare con fermezza. Non sono state l’espressione di un dissenso o dei comprensibili timori di imprenditori e lavoratori che stanno a attraversando momenti di difficoltà, ma una guerriglia criminale», ha affermato il presidente della Camera Roberto Fico. «La mia solidarietà massima e il mio ringraziamento vanno alle forze dell’ordine impegnate a fronteggiare gruppi organizzati che aspettavano il momento giusto per scendere in piazza con bastoni e bombe carta, e ai giornalisti aggrediti mentre svolgevano il loro lavoro», conclude.

24 ottobre 2020 | 10:45

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Fonte originale: Leggi ora la fonte