Governo Draghi, ultime notizie: sì del M5s. Il premier incaricato lavora alla lista dei ministri

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Ore 10.06 – Zingaretti: «Pd non ha avanzato alcuna rosa di nomi per governo» «Il Pd non ha avanzato alcuna rosa di nomi per la composizione del Governo. Come ho detto ieri, ci rimettiamo al rispetto dell’articolo 92 della Costituzione che conferisce al Presidente della Repubblica e al Presidente incaricato questo compito. Un ipotesi sulla quale c’è l’unanimità della direzione nel corso della quale abbiamo suggerito dei criteri per la squadra: qualità, pluralismo politico, differenza di genere». Così il segretario del Pd Nicola Zingaretti a margine di una visita al Policlinico di Tor Vergata a Roma.

Ore 9.57 – Lollobrigida (FdI): «Saremo più leali dei partiti al governo»
«Fratelli d’Italia all’opposizione perché abbiamo promesso ai nostri elettori di non governare mai con Pd e Movimento 5 stelle. Per noi non c’erano alternative. Saremo comunque pronti a votare ciò che potrà essere utile alla nazione. Draghi troverà in noi una forza anche più leale dei partiti al governo e questo senza chiedere poltrone in cambio». Così il capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia, Francesco Lollobrigida, su Radio Capital. «Dall’immigrazione al fisco: tra la Lega e Pd, Movimento 5 stelle e Forza Italia ci sono distanze siderali. Io non so quanta durerà, però vista l’attenzione alle poltrone di chi è nel governo, per staccarli ci vorrà uno sforzo enorme. Quindi penso che potrebbe durare anche molto», conclude.

Ore 9.54 – Nardella (Pd): «Ora la priorità non è scegliere il nuovo segretario»
«Penso che oggi di fronte ai problemi che dobbiamo risolvere la priorità non sia quella di scegliere il nuovo segretario del Pd. La priorità è attrezzarci col nuovo Governo per dare le risposte che servono e che l’Italia aspetta. Credo che si debba lavorare per restituire al Pd lo spirito fondativo, quello del 2008 quando aveva il doppio dei voti che ha ora». Lo ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella intervenuto su La7. «Lo spirito del 2008 – ha aggiunto – era quello di un partito che non perdeva pezzi, ma al contrario ne conquistava di nuovi, si presentava con una chiara vocazione sui temi dell’ambiente, del lavoro, si sentiva davvero centrale nel dibattito pubblico». Il Pd deve «lavorare per costruire un profilo chiaro, che ci identifichi, a prescindere dalle alleanze che vengono dopo aver chiarito il nostro obiettivo, la nostra visione. Non siamo un partito sulla base delle alleanze che facciamo».

Ore 9.53 – Morra ringrazia Di Battista: «Grazie Ale per dedizione a M5S, ci rivedremo»
«È una foto del 2014. Spesso siamo stati in disaccordo, ma sempre gli ho riconosciuto una dedizione per il MoVimento come pochi. Ci rivedremo. Grazie Ale». Lo scrive Nicola Morra (M5S) su Facebook, postando un’immagine che lo ritrae insieme a Alessandro Di Battista.

Ore 9.15 – Meloni sull’astensione di FdI? «Valuteremo alla fine»
Astensione sulla fiducia al governo Draghi? «L’appello all’astensione l’avevo fatto io a tutto il centrodestra, proprio perché credo nella compattezza della coalizione. Ho detto e ripeto che faremo la valutazione sul voto alla fine, quando avremo la squadra e il governo, per ora non si sa nulla». A chiarire, ancora una volta, la posizione di Fdi, è Giorgia Meloni, intervenendo a Sky Tg24 Start.

Ore 9. 03 – Salvini: «Con Draghi c’è sintonia sulle urgenze. Lavoriamo su salute, lavoro e ritorno alla vita»
«Non l’avevo mai incontrato prima, non riesco a giudicare una persona dopo 2-3 incontri e quindi a differenza di altri, non ho dei pregiudizi. Diciamo che in sintonia sui temi concreti e sulle urgenze vere dell’Italia, ci siamo». Questo il giudizio espresso su Canale 5 dal leader della Lega, Matteo Salvini, nei confronti di Mario Draghi. «Nelle settimane passate — ha aggiunto — in televisione si sentiva Conte che parlava di legge elettorale, di proporzionale e altre cose che non contano in questo momento per la vita dei cittadini. Ora è tempo di lavorare», ha aggiunto. Il ministero per la Transizione ecologica «può essere una buona idea, a patto che non venga gestito con ideologia e pregiudizio. Lo sviluppo di un paese significa difendere l’ambiente ma anche portare avanti le opere», ha concluso. «Lasciamo perdere i litigi, le ideologie, gli steccati ideologici e lavoriamo su tre priorità: salute, lavoro e ritorno alla vita».

Ore 8.31 – Zanda: «Alleanza Pd-M5S si rafforzerà»
L’alleanza Pd-Movimento 5 Stelle «penso che possa rafforzarsi. In politica le alleanze si consolidano o si rompono solo lavorando insieme e nell’ultimo anno e mezzo il rapporto tra Pd e 5stelle è andato sempre migliorando. Io penso che appena sarà passato l’allarme rosso per il Covid il Partito democratico potrà fissare la data del nuovo congresso». Così Luigi Zanda al Corriere della Sera riguardo il nascituro Governo Draghi. «È la prima volta che l’articolo 92 della Costituzione viene applicato integralmente – prosegue il senatore del Pd -. Il presidente del Consiglio incaricato propone i ministri e il presidente della Repubblica li nomina. E poi, sempre come prevede la Costituzione, il Parlamento ascolta il presidente del Consiglio e vota la fiducia. Quindi in qualche modo è nuova anche la forma del governo», ha chiarito. Proprio per questo motivo, «l’esecutivo parte con una grande forza che si somma alle grandi aspettative che Draghi ha suscitato nel Paese».

Ore 8.24 – Casaleggio: «Ora Draghi dovrà difendere interessi italiani»
«Non è una questione di persona, ma di scelte. Ora Draghi si trova a difendere gli interessi degli italiani e non della Bce. Mi auguro che questo governo possa pensare a politiche espansive in questo momento emergenziale e soprattutto staccare la figura di Draghi da interessi prevalentemente di Paesi esteri, come era normale che fosse quando era a capo della Bce, e di focalizzarsi invece su quelli italiani. Anche l’apparenza oltre che la sostanza in politica è importante». Davide Casaleggio, in un’intervista al Corriere della Sera, parla della scelta dell’M5S, compiuta attraverso il voto su Rousseau di cui è presidente, di sostenere il Governo Draghi, nonostante il fatto che in passato il Movimento fosse critico verso il mondo dell’alta finanza. «Sicuramente sarà un governo complicato», ammette e, riguardo la dichiarazione di Di Battista di volersi fare da parte dopo l’esito del voto su Rousseau, dice che «Alessandro è fondamentale per il Movimento. È una persona che stimo, in grado di portare avanti con coerenza i principi e le battaglie del Movimento. Questa sua scelta dimostra per l’ennesima volta l’onestà intellettuale di Alessandro ed è proprio di questa coerenza che ha bisogno il Movimento».

Ore 8.20 – Il totoministri: ecco i nomi più accreditati
Tra i nomi più accreditati per un ministero c’è quello del leghista Giancarlo Giorgetti, che ha un solido rapporto con Draghi. Per Forza Italia, in alternativa ad Antonio Tajani, si pensa al deputato Andrea Mandelli o alle parlamentari Anna Maria Bernini e Mara Carfagna. Per il M5S — invece — si fa il nome Stefano Patuanelli, mentre pel il Pd non si esclude che al governo possa tornare il vicesegretario Andrea Orlando. A figure tecniche di alto profilo dovrebbero andare ministeri chiave: alla Giustizia continua a essere accreditata Marta Cartabia, al Viminale potrebbe restare Luciana Lamorgese, alla transizione ecologica o Sviluppo economico Enrico Giovannini. Occhi puntati anche sul ministero dell’Economia, per il quale si fa il nome di Daniele Franco, direttore generale della Banca centrale.

Ore 8 – Draghi è pronto a salire al Quirinale con la lista dei ministri
Con il sì del Movimento 5 Stelle arrivato dal voto sulla piattaforma Rousseau (con il 59% dei voti) , il premier incaricato Mario Draghi ha incassato l’appoggio di tutti i gruppi parlamentari, escluso quello di FdI, che ha già annunciato l’astensione. Liberi e Uguali è ancora in forse, in attesa di valutare alcuni punti del programma e la composizione dell’esecutivo. L’ex presidente della Bce potrebbe salire già oggi al Colle per sciogliere la riserva, con pronta la lista dei ministri. Dopo la cerimonia del giuramento, ci potrebbe essere «il voto nelle Aule di Camera e Senato entro martedì», ha pronosticato ieri il capogruppo Pd al Senato Andrea Marcucci. Il futuro presidente del Consiglio è ora impegnato sulla squadra di governo.

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12 febbraio 2021 (modifica il 12 febbraio 2021 | 10:11)

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