Governo Draghi, ultime notizie: oggi il voto del M5S su Rousseau

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Concluso martedì il secondo giro di consultazioni con le forze politiche, il premier incaricato Mario Draghi ha incontrato ieri le parti sociali (qui la cronaca politica di ieri). Oggi gli iscritti al M5S sono stati chiamati alla scelta sull’appoggio al governo Draghi, attraverso il voto sulla piattaforma Rousseau, dalle 10 alle 18. Tredici parlamentari pentastellati parlano però di quesito volto a inibire il voto contrario (qui il quesito). Alla fine è arrivato il via libera alla partecipazione dei Cinquestelle al governo Draghi grazie al 59,3% di sì espressi sulla piattaforma Rousseau. Draghi comunque non affretta i tempi: non salirà questa sera al Quirinale.


Ore 20.35 – Salvini: «Spero di fare il ministro»
«Spero di fare il ministro perché lo facevo prima e ho detto basta perché non c’erano più le condizioni per farlo. Io ho detto a Draghi: `la nostra fiducia è in lei´, non ho presentato una lista di ministri, sottosegretari. Ovviamente come Lega, se diamo fiducia, contiamo di partecipare alla rinascita del Paese». Così il leader della Lega, Matteo Salvini nella registrazione di `Porta a porta´.

Ore 20 – Sì unanime a Draghi dalla direzione del Pd
La Direzione nazionale del Pd, con votazione chiusa alle ore 19.45, all’unanimità ha espresso voto favorevole sull’ordine del giorno presentato con l’indicazione ai gruppi parlamentari, sulla base della relazione del segretario Nicola Zingaretti, di esprimere la fiducia al governo del professor Draghi.

Ore 19.20 – Draghi non andrà stasera al Quirinale
Draghi non salirà stasera al Quirinale. Lo affermano fonti non ufficiali. Il presidente incaricato si sta recando verso la sua casa in Umbria. A questo punto la presentazione della lista dei ministri slitta a domani o a sabato.


Ore 19.10 – La Lega: «Preoccupati per la spaccatura del M5S»
Preoccupazione per la spaccatura nel Movimento 5 Stelle dopo il voto degli iscritti a proposito del governo Draghi. Nonostante i sì di Grillo, Conte, Di Maio e Crimi il Movimento si è diviso. In questa situazione è ancora più importante il ruolo della Lega e di Forza Italia. Così fonti della Lega.

Ore 18.55 – Via libera al governo Draghi, attesa per le mosse del premierNonostante il risultato non plebiscitario, il referendum del M5S dà formalmente il via libera alla nascita del governo di Mario Draghi con una maggioranza che va dal M5S alla Lega. L’attesa si sposta ora sulle mosse del presidente incaricato, che potrebbe già domani presentarsi al Quirinale con la lista dei ministri. In serata Draghi avrebbe fatto rientro verso la sua casa in Umbria. Da Di Maio il primo commento su Facebook: «I nostri iscritti hanno dimostrato grande senso di responsabilità».

Ore 18.45 – Si a Draghi dal M5S ma solo con il 59% di sì
I vertici del M5S hanno proclamato il risultato del referendum. «Il voto si è regolarmente svolto, gli aventi diritto erano 119.444, quelli espressi 74.817. I sì sono stati 44.177 pari al 59,3%, i contrari 30.360 corrispondete al 40,7%». Dunque il sì a Draghi passa con percentuali notevolmente più basse rispetto ai due governi Conte che avevano ottenuto rispettivamente il 94 e il 79% di consensi da parte della base.

Ore 18.40 – Mario Draghi arrivato alla Camera
Il premier incaricato Mario Draghi è arrivato da pochi minuti alla Camera dei deputati. L’ex numero uno della Bce è partito alla volta di Roma da Città della Pieve attorno alle 9. In mattinata e nel primo pomeriggio ha lavorato dalla sua abitazione capitolina, in zona Parioli, e dall’ufficio in Banca d’Italia.

Ore 18.30 – Zingaretti chiede la presenza di ministri «politici»
«La scelta dei ministri rispetti il pluralismo politico e la parità di genere»: lo ha detto il segretario del Pd Nicola Zingaretti. Il passaggio, all’interno di una lunga dichiarazione letta al termine di un vertice del partito. La frase sembrerebbe alludere a una richiesta formulata a Draghi perché nella compagine di governo vengano inclusi rappresentanti dei partiti e non solo figure tecniche.

Ore 18.15 – Chiusa la votazione su Rousseau, risultati verso le 19 Si è chiusa alle 18 la votazione sulla piattaforma Rousseau dove gli iscritti M5s sono stati chiamati a esprimersi su un eventuale supporto a un Governo presieduto da Mario Draghi. L’esito del voto è atteso intorno alle ore 19.

Ore 18 – Nuovo record dello spread: chiude a quota 91
Non si arresta il calo dello spread tra Btp decennali e omologhi Bund tedeschi. Il differenziale chiude a 91 punti dopo un’apertura a 95, mentre il rendimento dei Buoni italiani si attesta al nuovo minimo storico dello 0,45%. A restringere ulteriormente la forbice sul Bund tedesco, l’ottimismo sulle prospettive di un nuovo governo italiano a guida Mario Draghi.

Ore 16.35 – Il precedente referendum sul Conte 2: come andò
In attesa di conoscere l’esito del referendum del M5s su Draghi, vale la pena ricordare il precedente del governo Conte 2. Anche l’alleanza tra i Pentastellati e il Pd passò dal vaglio degli iscritti il 3 settembre del 2019. Parteciparono al voto sulla piattaforma Rousseau 79.634 iscritti e i sì’ all’intesa con i dem furono il 79%. In occasione del primo governo Conte fu invece messo al voto sulla piattaforma del M5S il «contratto di governo«», che incassò ben il 94% di consensi ma fu votato il 18 maggio 2018 solo da 44.796 militanti.

Ore 16.15 – Il fotomontaggio di Grillo
Beppe Grillo ha pubblicato un fotomontaggio nel quale mostra Mario Draghi in bilico su un cornicione e Mattarella che lo osserva da una finestra. Didascalia a corredo dell’immagine: «Aspettando Rousseau». Con evidente allusione all’esito della consultazione online del M5S che sarà determinante per il cammino del nuovo esecutivo

Ore 16.04 – Toti: prima si archivia Rousseau e meglio è
«Quello su Rousseau lo ritengo un voto scontato. Dopo di che non rientra nella liturgia delle consultazioni della Costituzione italiana e prima si fa e ci si mette a lavorare, prima si archiviano queste cose anche un poco bizzarre come quelle di Rousseau e meglio è per la drammaticità del momento». Lo ha detto il presidente della Regione Liguria e leader di Cambiamo Giovanni Toti intervenendo su TgCom24, a meno di due ore dalla chiusura della votazione.

Ore 15.54 – Di Battista: «Il curriculum di Berlusconi ci impone di dire no a Draghi. Non ha fatto altro che pagare e pagare»
Nuovo affondo di Alessandro Di Battista, mentre sulla piattaforma Rousseau è in corso la votazione della base M5S sul sostegno al governo Draghi. «Da Dell’Utri a Bontate: il curriculum di Berlusconi ci impone di dire “no” al nuovo governo», tuona l’ex deputato 5 Stelle nel titolo del suo intervento su Tpi.it, la testata online per la quale collabora. In un lunghissimo articolo, l’ex deputato romano ripercorre le tappe di diverse questioni giudiziarie che hanno visto coinvolto il Cavaliere ma anche Marcello Dell’Utri. «Viviamo in una crisi. Crisi pandemica, economica. Anche una crisi etica. Il miglior vaccino per la crisi etica è la memoria – scrive dunque Di Battista tirando le somme del suo ragionamento -. Le imprese chiudono e molti imprenditori si affidano all’usura, ovvero ad una delle armi in mano alle cosche. Quelle cosche, queste cosche». «Non è accettabile dividere questioni economiche da questioni morali. Perché nella nostra Italia vi sono stati esempi virtuosi… E l’hanno fatto mentre un imprenditore che oggi viene ricevuto con tutti gli onori nelle stanze del potere romano non ha fatto altro che pagare, pagare e ancora pagare. Ed oggi rischia di tornare al governo del Paese», conclude con un’ultima stoccata.

Ore 15.50 – Lannutti (M5S): «Voto no, ma accetterò il risultato»
«M5S, nato da Beppe Grillo e Roberto Casaleggio, sul principio della democrazia diretta, grande comunità che ragiona con la propria testa. Voterò No al quesito, ma rispetto quelli del Sì. Accetterò il risultato deciso dagli iscritti. Abbassiamo i toni senza dividerci. Rispettiamoci!». Così, in un tweet, il senatore grillino Elio Lannutti.

Ore 15.34 – Draghi al lavoro, non si sbilancia sui tempi
«Buonasera, buonasera». Il Presidente del Consiglio incaricato, Mario Draghi, preferisce non rispondere ai giornalisti che gli chiedono se scioglierà la riserva già stasera. Per Draghi sono ore intense di contatti, soprattutto telefonici. Draghi ha lavorato oggi dalla sua abitazione privata e dal suo ufficio in Banca d’Italia.

Ore 15.24 – Grillo posta su Twitter un fotomontaggio di Draghi sul cornicione e Mattarella alla finestra («Aspettando Rousseau»)
«Aspettando Rousseau». È il messaggio che Beppe Grillo pubblica su Twitter, con un fotomontaggio che ritrae il premier incaricato, Mario Draghi, e il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Draghi è in bilico su un cornicione e il Capo dello Stato lo guarda da una finestra aperta.

Ore 15.20 – L’auspicio di Salvini: «Nel nuovo governo ci sia un ministero per i disabili. Anziché ministeri che già ci sono»
«Anziché ministeri che già ci sono, suggeriamo al professor Draghi di far rinascere il ministero per le Disabilità: voce e risposte concrete a 6 milioni di italiani troppo spesso dimenticati, bimbi, giovani e anziani che durante la pandemia hanno sofferto più di tutti gli altri». Lo scrive su Twitter il segretario della Lega, Salvini.

Ore 15 – L’aggiornamento del voto su Rousseau
Con 40mila votanti in sole tre ore, la consultazione della base M5s sul governo Draghi ha già superato la votazione di ieri sulla direzione collegiale, che supera la governance affidata al capo politico. Ieri hanno — infatti — votato per questo punto della modifica dello Statuto del Movimento 29.133 iscritti, insufficienti ad approvare l’innovazione perché in prima convocazione l’assemblea doveva esprimersi a maggioranza assoluta degli iscritti M5s aventi diritto (119.630).

Ore 14.45 – Il commento di Lezzi (M5S): «Valutare astensione, come Berlinguer con Andreotti»
«La storia ci riporta a chi si assunse responsabilità senza entrare nel governo e lo fece per senso di responsabilità verso un Paese piegato dalla crisi economica e dal terrorismo. Lo fece perché aveva la consapevolezza che la rilevanza politica l’avrebbe potuta esercitare al meglio costringendo il governo a negoziare e a trattare ogni singolo provvedimento per conquistare il voto di chi aveva scelto l’astensione. Era il 1976, nacque il governo della non sfiducia grazie all’astensione di Berlinguer che non si andò a sedere con Andreotti». Lo scrive su Facebook la senatrice Barbara Lezzi. «Ora siete voi, iscritti al M5S, che potete decidere se accomodarvi accanto a Berlusconi, Salvini, Renzi, Calenda e gli altri oppure pretendere che tutto passi dal M5S che avrebbe forza e mani libere per negoziare e trattare ogni voto», conclude.

Ore 14.22 – Marcucci (Pd): Draghi pensava già a ministero transizione. Il pronostico? «Ipotizzo fiducia al Senato martedì»
«Il Recovery obbliga a spendere la gran parte di quei soldi nella transizione ecologica dell’economia. Noi ci siamo spesi in Parlamento, abbiamo fatto tante cose che andavano in quella direzione. A me è sembrato che Draghi questa idea, se non proprio in maniera specifica, però nell’incontro ce l’avesse annunciata, prima che incontrasse i 5 Stelle, poi l’avrà maturata più concretamente con loro». Lo ha detto Andrea Marcucci, presidente dei senatori Pd ospite, di Un giorno da Pecora. «Secondo me il governo parte, ipotizzo la fiducia al Senato martedì, prima della Camera. L’obiettivo è quello di far durare l’esecutivo per tutta la legislatura».

Ore 13.24 – Toninelli: votato «no» a Draghi, no a tavolo con certa gente
«Per porre un limite agli attacchi vergognosi contro esponenti del M5S ci sono solo due strade: ci si piega o si continua a lottare. Ma solo nel secondo caso si potrà dare all’Italia un’informazione libera da partiti e lobby. Per questo oggi su Rousseau ho votato No. Per evitare di sedersi al tavolo con certi personaggi che sono tra i motivi per cui è nato il Movimento 5 Stelle». Lo scrive su Facebook il senatore M5S Danilo Toninelli. «Ricordo che il quotidiano Il Giornale, che mi dedica la prima pagina di oggi 11 febbraio, è di proprietà della famiglia Berlusconi. Di cui fa parte quel Silvio Berlusconi che potrebbe diventare nostro futuro alleato di governo se prevalesse il «sì» nel voto su Rousseau», precisa in un post scriptum.

Ore 12.47 – Patuanelli, votato sì. «Pensare a prossime generazioni»
«Ho appena votato e ho votato sì. Il movimento 5 stelle all’opposizione o in campagna elettorale permanente non è un modo giusto di pensare alle prossime generazioni». Lo dichiara il ministro uscente Stefano Patuanelli, riferendosi alla votazione in corso sulla piattaforma Rousseau.

Ore 12.36 – Toti: «Lavorare in fretta su competitività Paese»
«A Roma per la Conferenza delle Regioni in cui parleremo di come realizzare gli investimenti del Recovery. Quando avremo finito con i Ministeri della Transizione ecologica e le scampagnate digitali su Rousseau, sarebbe il caso di lavorare in fretta su quello che davvero serve alla competitività e alla sostenibilità del Paese: alta velocità ferroviaria, nuove strade di scorrimento veloce, ingrandire i nostri porti per le merci, cantieri per le opere contro il dissesto idrogeologico, nuove stazioni crocieristiche, ponte sullo Stretto, sistemi di mobilità urbana».Lo afferma il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti in un post sulla sua pagina Facebook. «Con il Recovery – aggiunge – ora abbiamo i fondi, ma abbiamo solo 5 anni per fare tutto altrimenti li perdiamo. Quindi servono regole totalmente nuove e persone capaci. A Genova in meno di due anni abbiamo costruito il nuovo ponte San Giorgio e in tre anni investito oltre 300 milioni di euro per difendere le nostre coste. Possiamo farcela, ma basta chiacchiere: ci vuole il coraggio di cambiare».

Ore 12.32 – Gentiloni: «Fiducia in Draghi»
La fiducia nel presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi è in Italia come a Bruxelles. Lo ha detto il commissario europeo, Paolo Gentiloni, a margine della presentazione delle previsioni economiche d’inverno. «La fiducia in Mario Draghi certamente c’è in Italia come a Bruxelles. Sono certo che il suo governo, quando avrà il sostegno e la fiducia del Parlamento, sarà capace di dimostrare non solo un impegno europeista, ma anche una grande efficienza nel cogliere questa occasione storica che abbiamo», ha detto. «I tempi sono tempi che decide la politica italiana. È chiaro che a Bruxelles si spera sempre di avere governi in carica, ma non decidiamo certo noi i tempi delle crisi che avvengono nei singoli Paesi e in Italia in particolare».

Ore 12.28 – Bonafede: «Voto sì, il M5S deve esserci nelle scelte importanti. Bisogna avere lucidità e responsabilità»
«In questi giorni di crisi e incertezza, bisogna avere lucidità e responsabilità nell’interesse degli italiani. Il M5S è stato e continuerà ad essere il pilastro di questa legislatura. Ogni volta che comportamenti personalistici e irresponsabili hanno messo a rischio la tenuta economica (e non solo) del Paese, il Movimento ha reagito salvaguardando le ragioni per cui i cittadini ci hanno votato: poche parole e molti fatti, senza mai cadere nelle provocazioni che ridicolizzano la politica, trascinandola nella dimensione puerile e autoreferenziale dello scontro personale». Così il ministro della Giustizia uscente, Alfonso Bonafede, su Facebook. «Adesso, ancora una volta, siamo chiamati a prendere una decisione importante e certamente difficile: dobbiamo avere la consapevolezza che, mai come ora, le nostre scelte sono destinate a incidere sul futuro del Paese», conclude.

Ore 11.54 – Meloni: «Usciremo da girone infernale grazie al voto» «Hanno gestito in modo pessimo la crisi, hanno sprecato le risorse con provvedimenti superficiali e inutili come il bonus monopattino e i banchi a rotelle e ora sono pronti a tornare al governo. Usciremo da questo girone infernale solo grazie a libere elezioni». Così su Facebook la presidente di FdI, Giorgia Meloni.

Ore 11.52 – Casaleggio: «Seconda votazione su Rousseau? Decide Crimi»
«So che negli ultimi giorni ci sono state diverse istanze da molti senatori per inserire l’opzione di astensione, però parlando anche con Vito Crimi mi ha garantito che questa opzione verrà contemplata qualora dovesse vincere il no». Così Davide Casaleggio parlando con i giornalisti in merito al voto sulla piattaforma per l’appoggio al governo Draghi. «Qualora vincesse il no — afferma Casaleggio — sarà necessario definire se la posizione del M5S sarà di voto negativo alla fiducia o di astensione». Sulla possibilità di una seconda votazione, risponde: «A questo ovviamente non posso rispondere io, sarà il capo politico a decidere».

Ore 11.48 – Crimi: «Si vota solo oggi. O sì o no»
«La votazione di oggi sarà l’unica votazione sul governo. Se prevarrà il sì sosterremo il governo, se prevarrà il no non lo sosterremo». Così Vito Crimi su Facebook, in un post scriptum evidenziato in grassetto in calce alle osservazioni che il capo politico M5s dedica alle vicende che hanno portato al voto in corso su Rousseau.

Ore 11.42 – Salvini, con Draghi lavoro, no tasse e vaccini alla Arcuri
«Spero che oggi sia l’anticipo di una Italia che torna a vivere, a uscire, a studiare. Mi auguro che riparta un governo che metta al centro il lavoro e la vita vera, non la legge elettorale o le perdite di tempo». Con Draghi «c’è la garanzia che non ci sarà alcuna nuova tassa, anzi ci sarà un lavoro per tagliarle. Si riapriranno i cantieri veri e ci si dedicherà a un nuovo piano vaccinale serio, non alla Arcuri». A dirlo il leader della Lega, Matteo Salvini. Sulla proposta di un superministero green, invece, chiarisce: «C’è già, a me interessano i fatti non i nomi». E sul voto su Rousseau, conclude: «Spero solo facciano in fretta».

Ore 11.20 – Grillo: «Per aspera ad astra», ecco gli obiettivi del M5S
«Per aspera ad astra». Beppe Grillo utilizza questo motto per pubblicare sul suo blog una lista di «azioni da mettere in atto secondo gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Onu». Nello specifico la lista contiene «gli obiettivi del M5S». Ecco quindi che, proprio mentre sulla piattaforma Rousseau è in corso il voto degli iscritti sul governo Draghi, il garante del Movimento rilancia i grandi temi su cui puntare. Si va dalla riforma dell’editoria alle legge sul conflitto di interessi, passando per voto ai 16enni, preferenze nella legge elettorale, patrimoniale sulle grandi ricchezze e pubblicizzazione delle autostrade.

Ore 10.48 – Su Rousseau gli aventi diritto sono 119.570
«Gli aventi diritto che possono esprimere il voto ammontano a 119.570. Il sistema del voto è partito regolarmente alle 10, in 5 minuti hanno votato 2.820 aventi diritto». Lo ha detto il notaio Valerio Tacchini che presiede alle operazioni di voto del quesito sulla piattaforma Rousseau sull’appoggio al governo Draghi.

Ore 10.29 – Casaleggio: «È stato Crimi a decidere il quesito. Con il “no” decideremo se voto al nuovo governo negativo o astensione»
È «nuovo modello di partecipazione, un passo avanti importante verso un concetto di cittadinanza digitale che si sta sempre più affermando con grande interesse anche dall’estero per capire come questo modello sta funzionando». Così Davide Casaleggio, in riferimento al voto sulla piattaforma Rousseau. Aggiungendo come a decidere il quesito sia stato Vito Crimi. «Qualora vincesse il no, ci sarà da stabilire se il voto» del Movimento 5 Stelle al nuovo Governo «sarà negativo o di astensione», ha aggiunto.

Ore 10.23 – Di Maio: «Voto sì a Draghi per difendere i risultati del M5s». L’appello agli iscritti: «Mi fido di voi»
Luigi Di Maio voterà «convintamente sì» al quesito indetto dal M5s sulla piattaforma Rousseau sul sostegno a un governo presieduto da Mario Draghi. Lo ha dichiarato lui stesso, aggiungendo: «Non esiste una maggioranza senza di noi. Semplicemente disimpegnarci dal governo vuole dire non dare una maggioranza e un governo a questo Paese. Dobbiamo partecipare per difendere quello che abbiamo ottenuto e spendere bene quello che abbiamo conquistato». E su Facebook ha lanciato un appello agli iscritti: «Io mi fido di Beppe Grillo, che è sempre stato più lungimirante di tutti noi. Io mi fido di Giuseppe Conte, perché non era scontato che dicesse di votare sì su Rousseau per la formazione del nuovo governo. È stato un gesto di grande responsabilità. Io mi fido di voi, di quello che abbiamo fatto insieme negli ultimi otto anni».

Ore 10.18 – Tajani (Forza Italia): «Bene Salvini, ha fatto salto di qualità»
«La Lega ha fatto un salto di qualità superiore rispetto a quello che ha invece fatto il M5S con i veti che ha posto. Salvini ha fatto bene a seguire la scelta di Berlusconi. Speriamo che ora il M5S non faccia altri capricci». Lo ha detto Antonio Tajani di Forza Italia a SkyTg24. «Salvini – spiega Tajani – ha sentito l’interesse nazionale ed ha tenuto fede all’impegno da lui assunto davanti al Capo dello Stato. È stato coerente alla posizione di Berlusconi pur se in piena autonomia», ha concluso. «Speriamo che M5s non faccia capricci. Mi rendo conto dei problemi altrui, ma si poteva andare più in fretta».

Ore 10.15 – Fico: «Assumiamoci responsabilità, voterò sì»
Sì al governo guidato da Mario Draghi. È la dichiarazione di voto che il presidente della camera e deputato M5s, Roberto Fico, rende pubblica su Facebook, riguardante la consultazione tra gli iscritti che si sta per aprire sulla piattaforma Rousseau. «Le responsabilità di cui dobbiamo farci carico riguardano non solo le emergenze in atto, ma anche la definizione del futuro. Si gioca tutto adesso, non domani. Dobbiamo progettare l’Italia che verrà. Abbiamo la responsabilità e l’opportunità di scrivere una nuova pagina di ricostruzione. Grazie soprattutto al lavoro del precedente governo ci sono sul tavolo i 209 miliardi del Recovery Plan». «Andare al voto – aggiunge Fico – significherebbe perdere questo appuntamento con la storia. Astenersi, invece, vorrebbe dire non avere un ruolo, non poter agire in modo costruttivo per orientare le scelte, lasciando che siano altri a gestire il patrimonio del futuro delle prossime generazioni. Non ce lo possiamo permettere. Il MoVimento 5 Stelle, forza di maggioranza relativa in Parlamento, riveste un ruolo cruciale e deve fare la propria parte».

Ore 10.10 – Al via la votazione M5S su Rousseau. Il notaio: «2.800 voti in 5 minuti, il sistema è partito regolarmente»
Ha preso il via sulla piattaforma Rousseau la votazione degli iscritti sul governo Draghi. Il voto sarà possibile fino alle 18 e i risultati, si legge sul blog delle Stelle, «saranno pubblicati dopo le ore 19». Il sistema «è partito regolarmente. In 5 minuti hanno espresso il voto 2.800 persone», ha chiarito il notaio dell’associazione Rousseau, a Milano, a proposito del voto online. Gli iscritti sono circa 119mila.

Ore 9.02 – Meloni: «Se si votasse il centrodestra avrebbe la maggioranza, ma il Paese è ostaggio di Pd e M5S»
«Non ho alcuna paura di isolamento: se si tratta di essere isolata dal mainstream non è un problema, se invece si parla di isolamento dagli italiani non mi sembra proprio». Così la leader di FdI, Giorgia Meloni, su Radio Anch’io a Radio Rai 1.

Ore 8.20 – Appendino: «Voto Rousseau dimostri la forza delle idee»
«Proprio perché siamo nati sulle idee e non sulle ideologie, perché abbiamo sempre detto che prima dei colori ci sono i progetti, prima del consenso ci sono i cittadini, prima del tornaconto politico c’è il Paese. Ora è il momento di dimostrarlo. È il momento di dimostrare la forza delle idee». Ad affermarlo, in merito al voto su Rousseau, la sindaca di Torino Chiara Appendino. «Personalmente — osserva su Facebook — auspico la formazione del Governo e che il Movimento 5 Stelle ne faccia parte, facendo sentire la sua voce sui temi come ambiente, innovazione e sociale. Considero quella del Governo Conte II la stagione politica di cui il nostro Paese aveva bisogno», aggiunge la sindaca, ricordando che «ora, 209 miliardi sono una cifra con cui l’Italia può uscire dalla crisi, rinascere e prendere quello slancio economico che garantisca un futuro migliore a noi e alle prossime generazioni. Adesso è il momento di mettere quei fondi su progetti concreti».

Ore 8 – Iscritti M5S chiamati oggi alla scelta sull’appoggio a Draghi
A partire dalle 10, e fino alle 18, si terranno le votazioni sulla piattaforma Rousseau per decidere se i Cinquestelle in Parlamento dovranno sostenere o meno l’esecutivo nascente dopo la crisi del governo Conte bis. «Sei d’accordo che il MoVimento sostenga un governo tecnico-politico: che preveda un super-Ministero della Transizione Ecologica e che difenda i principali risultati raggiunti dal MoVimento, con le altre forze politiche indicate dal presidente incaricato Mario Draghi?», questo il quesito sottoposto alla base M5S che inciderà sulle sorti dei pentastellati. L’esito del voto sarà reso noto dopo le 19.

Ore 7 – Tredici parlamentari M5S: «Voto su Rousseau tendenzioso, quesito manipolatorio»
La votazione indetta su Rousseau è «tendenziosa e palesemente volta a inibire il voto contrario alla partecipazione del M5S al governo Draghi». A scriverlo ieri sera in una nota congiunta 13 parlamentari cinquestelle. «La motivazione addotta per il rinvio del voto su Rousseau — affermano — era l’asserita esigenza di attendere lo scioglimento della riserva sulla composizione della coalizione che sosterrà il governo Draghi nonché l’imprescindibile necessità di valutare il programma di tale governo… Chi saranno i ministri? Salvini, Boschi e qualche impresentabile di Forza Italia? Quali sono le fasce sociali che verranno supportate maggiormente? I più deboli, i lavoratori o le banche e i detentori di rendite finanziarie? Nessun obiettivo sostanziale del governo Draghi è stato messo per iscritto ne’ è stato anche semplicemente enunciato verbalmente» (qui il quesito).

Governo Draghi, ultime notizie: da Rousseau il via libera al governo Draghi


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