Galli: «Situazione fuori controllo, sì al lockdown totale». Emiliano: evitate di mandare bimbi a scuola

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I casi di Covid nel mondo sono oltre 50 milioni, secondo i dati diffusi dalla Johns Hopkins University, mentre i decessi confermati sono 1.254.194 dall’inizio della pandemia. E anche in Italia i contagi continuano a salire: l’ultimo bilancio, relativo a domenica 8 novembre, è di 32.616 nuovi positivi e 331 morti, a fronte di 191.144 tamponi (qui il bollettino con i dati e qui tutti i bollettini che mostrano la situazione dall’inizio della pandemia. Qui la mappa del contagio).

Leggi anche

Ore 10.50- Uffizi, il direttore positivo al Covid
Il direttore della galleria degli Uffizi, Eike Schmidt, è risultato positivo al Covid. A rivelarlo, in un intervento in videoconferenza, è lo stesso direttore nel corso dell’iniziativa per celebrare i 50 anni del dipartimento per l’educazione e la didattica del museo. «Oggi è molto importante essere qui- afferma- sebbene in forma virtuale per ricordare un avvenimento importante come quello della nascita del nostro dipartimento per l’educazione, che esattamente 50 anni fa ha svolto la prima visita didattica per le scuole nelle sale degli Uffizi. Mi dispiace non averlo potuto fare di persona: questo accade perché sabato scorso sono risultato positivo al Covid e, dunque, mi trovo in quarantena domiciliare. Sono asintomatico». Questo significa, precisa, «che posso dedicare come al solito tutto il mio tempo e le energie agli Uffizi: ed oggi lo faccio ben più che volentieri per questa celebrazione».

Ore 10.41 – A Messina scuole e asili chiusi oggi e domani
Con ordinanza sindacale è stata disposta la chiusura a Messina per oggi e domani di tutti i plessi e di tutti gli istituti scolastici, di ogni ordine e grado, pubblici, privati e paritari, compresi gli asili nido. Lo riporta una nota del Comune. L’obiettivo è di «consentire all’Asp (Azienda sanitaria provinciale, ndr) di Messina di svolgere in sicurezza i controlli sui contatti stretti di caso ed emettere i relativi provvedimenti anche ai fini del loro tracciamento».

Ore 10.00 – Sindaco Palermo: «Si va verso strage annunciata»
«Se è vero quanto denunciato oggi dai media, circa la mancanza di strumenti fondamentali per la cura dei malati e circa la saturazione dei posti letto, rischiamo che a Palermo e in tutta la Sicilia si vada verso una strage annunciata». Lo scrive il sindaco Leoluca Orlando in una lettera al presidente del consiglio Giuseppe Conte e al presidente della Regione Nello Musumeci. «Se è vero che nei Pronto soccorso manca l’ossigeno e che nei reparti ospedalieri si è cominciato a scegliere `quali pazienti provare a salvare e quali no´, si prefigurano scenari da `medicina di guerra´ che, quali che ne siano i risultati e per quanto possa essere mastodontico l’impegno degli operatori medici e sanitari, porterà comunque una lunga lista di lutti e tragedie umane e sociali».

Ore 9.38 – 412.906 morti in America latina
Sono 412.906 le persone morte in America latina per cause riconducibili al contagio da nuovo coronavirus. Il numero degli infetti accertati dai diversi ministeri della Salute supera quota 11,6 milioni. Dati che fanno della regione la più colpita dalla pandemia, tra le grandi aree del mondo. Oltre al Brasile, terzo, altri tre paesi sono compresi nella graduatoria dei dieci più infettati, in termini assoluti: Argentina (settima), Colombia (nona) e Messico (decimo). Il Brasile e il Messico sono inoltre secondo e quarto nella graduatoria mondiale del numero di vittime collegate alla Covid-19. In Messico si contano 967.825 casi di contagio e 95.027 morti.

Ore 9.30 – Atalanta-Valencia «bomba», 1 spettatore su 5 con sintomi
La partita di Champions league dello scorso 19 febbraio tra Atalanta e Valencia, disputata allo stadio di San Siro a Milano, è stata una vera «bomba» per la diffusione del Coronavirus nella provincia di Bergamo, tra le aree più colpite al mondo. A confermarlo un questionario realizzato dall’agenzia di data management Intwig, anticipato da Fanpage.it: oltre un quinto dei tifosi che erano presenti allo stadio San Siro svilupparono i sintomi del Covid-19. «È stata la tempesta perfetta, un evento così è difficile da replicare – spiega Aldo Cristadoro, amministratore delegato di Intwig -: 36mila persone che si spostano tutte assieme da uno stesso luogo per assistere allo stesso evento». Tanti furono, infatti, i tifosi bergamaschi che, a causa di problemi di omologazione dello stadio Atleti Azzurri d’Italia, dovettero raggiungere Milano per seguire la loro squadra del cuore.

Ore 9.27 – Scuola: Emiliano, evitate di mandare bambini a scuola
«Faccio mio l’appello dei pediatri: evitate di mandare i bambini a scuola in presenza, questo è più sicuro sia per i bambini che per la salute pubblica. Scegliete, se possibile, la Dad, e da casa – sia pure con tutti i limiti – cercate di fare il possibile, fino a quando i dati epidemiologici non scenderanno». È l’appello rivolto alle famiglie dal presidente della Regione Puglia, nel giorno in cui gli istituti pugliesi – elementari e medie – devono riaprire per effetto della decisione di venerdì scorso del Tar della Puglia ha sospeso l’ordinanza della Regione che aveva disposto la dad in tutte le scuole a partire dalle elementari. Dopo la decisione del Tar, il presidente della Regione ha emesso una nuova ordinanza che dispone la possibilità per le famiglie di scegliere se avvalersi della didattica in presenza o di quella digitale. E oggi, in una intervista al Tg Norba, il governatore pugliese ha ribadito l’invito a preferire la didattica a distanza. Alla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, che ha chiesto di cambiare il provvedimento, Emiliano dice: «Questo modo di fare è sbagliato. È un atteggiamento non collaborativo, non istituzionale, non degno di chi rappresenta la scuola. È bene darci una mano, soprattutto se c’è una pandemia in corso. Io in ogni caso ho risposto in modo garbato alla ministra e sono pronto a leggere tutto quello che mi manderà con grande obiettività».

Ore 8.30 – Galli (Sacco): «Situazione ampiamente fuori controllo»
«Temo che non ci sia il benché minimo dubbio nel dover sottolineare che la situazione» di Covid-19 in Italia «è ampiamente fuori controllo», con «un costante incremento della diffusione dell’infezione» pur con «differenze locali e regionali». È la lettura di Massimo Galli, infettivologo dell’ospedale Sacco-università Statale di Milano, intervenuto ad «Agorà» su Rai 3. «Le misure adottate devono essere applicate con estrema attenzione ed efficacia – avverte l’esperto – se vogliamo sperare di invertire una tendenza in tempi ragionevoli e non trovarci in una situazione ancora più complessa a brevissimo termine». Galli ha sottolineato anche che «le altre malattie non vanno in sciopero perché c’è la Covid: bisogna organizzarsi in modo da vagliare bene tutte le situazioni che non possono essere rimandate, altrimenti la pandemia finirà con il fare dei danni che vanno ben al di là del tristissimo gran numero di morti. Morti che – e questo è un grande rammarico – potevano essere contenuti ed evitati». «Tutti ricordiamo che cosa è successo questa estate – ha concluso – con aperture generali che non ci potevamo permettere». Per Galli le «dolorose chiusure» sono «assolutamente necessarie» per provare a contenere l’impatto della nuova ondata di Covid-19 nel nostro Paese, «e l’appello dell’Ordine dei medici» che ha chiesto ieri il lockdown in tutta Italia «è interessante e importante in questo senso, perché in realtà esprime un parere che è assai generalizzato tra i medici di questo Paese». Infine, Galli ha anche commentato le polemiche che hanno investito Giuseppe Zuccatelli, nominato nuovo commissario per la Sanità calabrese, che in un video apostrofa come «inutili» le mascherine. «Quella sulle mascherine è un’affermazione completamente sbagliata, da leggenda metropolitana». «È vero che all’inizio della pandemia non avevamo molti elementi- spiega Galli- Ma uno che si occupa di organizzazione sanitaria è meglio forse che non si allarmi e abbia un atteggiamento mentale per cui non si allarga su cose che non conosce e non sono alla sua portata».

Ore 8.16 – Il monito dalla Germania: «Italia zona a rischio»
L’Ente responsabile per il controllo e la prevenzione delle malattie infettive in Germania, l’Istituto Robert Koch di Berlino (Rki) ha dichiarato tutta l’Italia zona a rischio coronavirus. Da ieri 8 novembre, ai viaggiatori è, quindi, sconsigliato di recarsi nel Paese. Chi entra in Germania da zone a rischio coronavirus da oggi dovra’ porsi in quarantena per dieci giorni e non più 14 come in precedenza. Tuttavia, sara’ possibile lasciare la propria abitazione soltanto dopo aver ottenuto i risultati con esito negativo dell’esame per la Sars-Cov2.

Ore 7.26 – Oltre 50 mln di casi nel mondo: Usa vicini a 10 mln di contagi
Sono oltre 50 milioni i casi di coronavirus registrati nel mondo. Secondo i dati della Johns Hopkins University sono infatti 50.395.314 i contagi totali registrati. In testa sempre gli Stati Uniti vicini ai 10 milioni di casi: ad oggi sono infatti 9.968.155 i contagi del Paese. Seguono India (8.553.657 casi) e Brasile (5.664.115): quarta la Francia, prima delle nazioni europee, a 1.835.187 contagi.

9 novembre 2020 (modifica il 9 novembre 2020 | 11:14)

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