Fontana e il virus in Lombardia: «Siamo in cima al plateau, ora inizia la discesa»

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Ore 12.06 – In Svizzera i posti in terapia intensiva sono «praticamente tutti occupati», si lavora per aumentare la disponibilità
La Svizzera è sempre più in difficoltà nella gestione della pandemia da Sars-Cov2. Ieri si sono contati 128 morti in 24 ore, mentre le persone attualmente positive al virus sono oltre 100mila. Ma ad allarmare è soprattutto la situazione che riguarda le terapie intensive. Nella tarda sera di ieri, la Società svizzera di medicine intensive (SSMI) ha diramato un drammatico comunicato nel quale afferma che «i 876 posti letto di terapia intensiva certificati, che normalmente sono disponibili in Svizzera per la cura degli adulti, al momento risultano praticamente tutti occupati». Gli anestesisti svizzeri precisano che «squadre sono al lavoro con il massimo impegno per aumentare la disponibilità», ma aggiungono: «E’ molto importante contenere la pandemia e il rinvio di interventi e cure non urgenti». E intanto nel Paese fa ancora molto discutere la provocazione lanciata sul tabloid Blick, dall’economista Willy Oggier che ha proposto al governo di prevedere delle norme che impediscano l’accesso alle terapie intensive per i negazionisti del virus o per chi non rispetta le misure di contenimento della pandemia (Giovanni Viafora).

Ore 11.44 – Guerra (Oms): «Sui vaccini non ci sono scorciatoie»
«La sicurezza e l’efficacia del vaccino vengono prima di tutto. Non ci sono scorciatoie, il processo è chiaro e assolutamente trasparente»: lo ha dichiarato Ranieri Guerra, direttore generale aggiunto dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), a Omnibus, su La7. Guerra è intervenuto sul tema nel tentativo di rassicurare gli italiani sull’affidabilità del vaccino contro il Covid-19, anche alla luce di un sondaggio Ipsos secondo cui il 16% degli italiani non intende farlo se sarà disponibile nel 2021. «Purtroppo la comunicazione istituzionale mostra le sue debolezze», spiega Guerra, «diamo per scontato che il linguaggio della scienza sia comprensibili a tutti e pensiamo di esprimerci in maniera chiara ma non sempre è così».

Ore 11.20 – L’Alto Adige farà 350mila tamponi in tre giorni per uno screening di massa
Tamponi a tappeto concentrati in tre giorni su 350 mila cittadini: è il progetto di screening lanciato dalla Provincia autonoma di Bolzano per arginare i contagi con l’individuazione e l’isolamento delle persone positive asintomatiche. L’Azienda sanitaria altoatesina si è rivolta al Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Trento, che studia la modellazione di processi complessi anche a supporto delle strategie sanitarie. Saranno previsti 184 siti di test distribuiti sul territorio provinciale con l’impiego di oltre 1400 operatori e operatrici per la somministrazione dei test e con il coinvolgimento della Protezione civile, Croce Bianca e Croce Rossa, dei pompieri volontari e di personale amministrativo. Stando all’ultimo bollettino regionale, sono 581 i nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore in Alto Adige.

Ore 10.50 – Ragazza di 21 anni muore nel Reggiano: aveva sintomi Covid
Una ragazza di 21 anni, Martina Bonaretti, è morta dopo alcuni giorni di ricovero in ospedale per sintomi da Covid-19. La giovane viveva a Luzzara, Comune in provincia di Reggio Emilia. Inizialmente le sue condizioni non sembravano preoccupanti, poi c’è stato un peggioramento e la 21enne è stata ricoverata nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Guastalla dove si è spenta ieri era. Il sindaco di Luzzara, Andrea Costa, le ha dedicato un ricordo pubblico su Facebook: «Si è spenta una straordinaria ragazza, che aveva solamente 21 anni e che è stata aggredita dal Covid. Martina Bonaretti la conoscevo da quando è nata, come conosco tutta la sua splendida famiglia. Lo so che da mesi, purtroppo, sentiamo parlare di decessi, e già altre famiglie hanno dovuto piangere i loro cari. Ma questa sera è diverso. Questa sera fa più effetto perché la malattia ha spezzato una vita che stava ancora germogliando. Usiamo meno leggerezza d’ora in avanti nel parlare della malattia».

Ore 10.29 – Istat, nel commercio -191 mila occupati
La crisi innescata dal Covid colpisce più durante le attività commerciali: è quanto emerge dai dati Istat presentati oggi in un’audizione alla Commissione Attività produttive della Camera. Gli occupati nel commercio sono diminuiti del 5,8% nel secondo trimestre del 2020 rispetto all’anno precedente, con un calo quasi doppio rispetto a quello osservato per il complesso dell’occupazione (pari al 3,6%). Significa 191 mila occupati in meno.

Ore 10.25 – A Nuoro arriveranno cinque medici e sei infermieri militari per rendere operativo l’ospedale da campo
Nei prossimi giorni cinque medici, sei infermieri militari e personale in supporto logistico della Brigata Sassari, opereranno nell’ospedale da campo allestito da Croce Rossa e Protezione Civile a Nuoro per alleggerire la pressione sull’ospedale San Francesco. L’invio dei sanitari è stato deciso in seguito a una richiesta dell’assessorato regionale alla Sanità e del Sindaco della città sarda. «Il personale militare», spiega il sottosegretario alla Difesa con delega alla sanità militare Giulio Calvisi, «consentirà l’apertura dell’ospedale, che sarà quindi operativo ed ospiterà un reparto Covid semi-intensivo con 20 posti letto».

Ore 10.06 – Cirio: «Se manteniamo questi dati il Piemonte può uscire dalla zona rossa»
Alberto Cirio, presidente del Piemonte, guarda con speranza all’andamento della curva dei contagi nella sua regione. «Da venerdì scorso il Piemonte è potenzialmente in zona arancione, se al 30 di novembre avremo mantenuto questi dati potremo uscire dalla zona rossa», ha detto intervenendo durante la trasmissione Buongiorno su Sky Tg24. «La mia paura», ha aggiunto, «è quella del Natale. Noi vogliamo vivere un Natale normale, ma, se immaginiamo di farlo come qualcuno ha vissuto le settimane dell’estate, a gennaio o febbraio ritorneremo in questa situazione e non possiamo permettercelo». Qui l’intervista a cura di Corriere Torino.

Ore 09.28 – Fontana: «Siamo in cima al plateau, inizierà la discesa»
Secondo il presidente della regione Lombardia, Attilio Fontana, la curva dei contagi suggerisce che «siamo arrivati al plateau»: «Camminiamo in pianura e adesso inizierà la discesa». Il presidente lo ha detto intervenendo a Mattino5 e commentando gli ultimi dati sull’andamento dell’epidemia in Lombardia. Secondo Fontana, «oggi vediamo i risultati dell’ordinanza regionale del 22 ottobre», mentre «fra qualche giorno inizieremo a vedere anche i dati del lockdown nazionale». «Abbiamo già iniziato una fase di leggero ma significativo miglioramento. Il nostro Rt è sceso in maniera sostanziale, tanto che in base ai numeri noi rientreremmo oggi in una zona arancione», aggiunge, per poi precisare, però, che «è meglio un po’ di cautela per non dover poi vedere una ripartenza del virus». Qui l’articolo a cura della redazione di Corriere Milano.

Ore 09.18 – De Magistris: «Napoli può essere una polveriera»
A Napoli «la situazione dal punto di vista sanitario è molto grave da un mese»: gli ospedali «sono sotto pressione» e «non si ha più il tracciamento». Sono le parole amareggiate del sindaco di Napoli Luigi De Magistris a SkyTg24. «Siamo un po’ all’autogoverno della pandemia», prosegue il primo cittadino: «Ci si è organizzati molto male dopo il lockdown». De Magistris si dice inoltre «molto preoccupato» anche dalla situazione sociale ed economica della città, a suo parere «molto sottovalutata dal Governo»: «Napoli può essere una polveriera, o si comprende questo dato oppure si rischia verso giornate difficilissime sul piano sociale ed economico».

Ore 09.08 – Boccia: «Non è più proponibile un lockdown nazionale»
Un lockdown nazionale «oggi non è più riproponibile»: lo ha dichiarato il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, nel corso dell’audizione in Commissione parlamentare per le questioni regionali. «A marzo-aprile non c’era nulla: non c’erano le mascherine, i ventilatori per adeguare le terapie intensive, nulla nel mondo», ha spiegato Boccia.

Ore 08.40 – Il vaccino sperimentale cinese CoronaVac «innesca reazioni immunitarie»
CoronaVac, il vaccino sperimentale contro il Covid-19 prodotto dalla cinese Sinovac, ha innescato reazioni immunitarie rapide durante i test clinici. Il livello di anticorpi prodotti è stato comunque inferiore a quello delle persone immunizzatesi contraendo il virus. È quanto emerge dagli esiti dei test clinici preliminari (di fase 1 e fase 2) presentati dall’azienda e
pubblicati dalla rivista The Lancet Infectious Diseases dopo essere stati sottoposti a “peer review”. Resta da verificare, in un trial di fase 3, se la concentrazione di anticorpi indotta da CoronaVac sia sufficiente a prevenire l’infezione e se il vaccino funzioni anche negli anziani. I test clinici preliminari sono stati condotti in Cina nei mesi di aprile e maggio scorsi su 774 volontari sani tra i 18 ed i 59 anni di età; la fase 3 di sperimentazione è in corso in Brasile in collaborazione con l’Istituto Butantan.

Ore 08.18 – Record di nuovi casi in Corea del Sud e Giappone
Continuano ad aumentare i nuovi casi di Covid-19 registrati in Corea del Sud: sono 313 quelli individuati nelle ultime 24 ore: è il dato più alto dallo scorso agosto. Questo significa che per il quinto giorno consecutivo ne sono stati individuati oltre 200. Il Guardian segnala un aumento dei nuovi casi anche in Giappone, dove già da una settimana si ipotizza l’arrivo di una terza ondata. Secondo l’ultimo bollettino sanitario, diffuso ieri, sono 1699 i nuovi casi in tutto il Paese, con 6 delle 47 prefetture del paese che hanno registrato aumenti record. Si tratta di Ibaraki, Niigata, Nagano, Kyoto, Hyogo e Oita che si aggiungono a Tokyo, Osaka e Hokkaido tra le zone a più alto tasso di crescita delle infezioni. L’andamento della curva dei contagi nella capitale suscita particolare preoccupazione: i nuovi casi registrati a Tokyo nelle ultime 24 ore hanno raggiunto il record di 493, il numero più alto dal 1 agosto (quando i nuovi casi erano stati 472). Le autorità locali stanno valutando se alzare il livello di allerta al quarto, il più alto, e quindi inasprire le misure anti-Covid.

Ore 08.02 – Berlino si prepara a votare una nuova legge per la protezione della popolazione, allarme per manifestazioni dei negazionisti
Oggi il Bundestag voterà la “legge per la protezione della popolazione in una situazione epidemica di portata nazionale”, il terzo provvedimento di questo genere dall’inizio della pandemia. Questa versione è però la più controversa, poiché dispone un netto rafforzamento dei poteri del governo federale. La polizia tedesca è in massima allerta per le manifestazioni dei negazionisti e degli oppositori delle norme anticontagio previste oggi a Berlino. Nelle chat dei «NoMask» sono ricorrenti i messaggi sull’assalto al Bundestag, tanto che, come riferisce il quotidiano Der Tagesspiegel, il ministero dell’Interno ha vietato le dimostrazioni nei pressi del palazzo, perché costituirebbero un rischio per la sicurezza del parlamento federale. Nel Paese, nelle ultime 24 ore, sono stati registrati 17.561 nuovi casi di coronavirus e 305 decessi. I dati aggiornati dell’Istituto Robert Koch parlano di un totale di 833.307 casi dall’inizio dell’emergenza sanitaria e 13.119 vittime.

Ore 06.47 – In India oltre 130 mila decessi
In India sono oltre 130 mila le persone che hanno perso la vita dopo aver contratto il Covid-19. Lo dicono i dati dell’università Johns Hopkins. Il paese asiatico è secondo solo agli Stati Uniti per numero di contagi registrati dall’inizio della pandemia di Covid-19, 8,9 milioni in totale (sono oltre 11 negli Usa). L’India è inoltre terza al mondo per numero di vittime dietro a Stati Uniti (quasi 250 mila) e Brasile (oltre 166 mila). L’Italia si trova sesta, ma è terza per letalità, l’indice che calcola il numero di decessi ogni 100 casi scoperti.

18 novembre 2020 (modifica il 18 novembre 2020 | 12:05)

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