Figlio di Salvini sulla moto d’acqua, archiviata la scorta

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(ANSA) – BOLOGNA, 07 MAG – Archiviazione perché i fatti non
sussistono per i tre poliziotti, appartenenti alla scorta di
Matteo Salvini, indagati perché cercarono di impedire al
giornalista di ‘Repubblica’, Valerio Lo Muzio di riprendere il
figlio dell’allora ministro dell’Interno su una moto d’acqua
della polizia a Milano Marittima, nel Ravennate. Il fatto risale
al 30 luglio 2019. La Procura aveva chiesto l’archiviazione per
peculato d’uso della moto d’acqua e per violenza privata sul
giornalista, in questo caso per tenuità del fatto, mentre il Gip
di Ravenna Corrado Schiaretti ha optato per una formula piena.
    Da parte dei poliziotti ci fu “una pressante, anche
irrequieta e magari perfino irritante richiesta di ‘collaborazione’ (in realtà di comprensione per la loro scomoda
posizione)”. Ma la loro condotta non fu violenta e di
conseguenza non integra un reato.
    “Ciò che hanno effettivamente fatto gli indagati, e che ha
sospeso l’attività del videomaker, è stato legittimo – si legge
nell’ordinanza di archiviazione – ovvero controllare i documenti
di Lo Muzio che tuttavia, subito dopo, ha potuto continuare a
effettuare le sue riprese”. Per il Gip infatti “dalla
competizione” è “uscito vincente il giornalista”. A giudicare
dai risultati, infatti “Lo Muzio ha operato in modo eccellente,
perché se voleva documentare che il figlio del Ministro
dell’Interno era salito su una moto d’acqua della Polizia di
Stato e aveva ottenuto da un poliziotto una esposizione sul suo
funzionamento, effettuando anche qualche minuto di navigazione,
ha raggiunto egregiamente il proprio obiettivo professionale. E
le immagini acquisite ne sono evidente testimonianza”. (ANSA).
   


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