Ferrara, Solido e l’aiuto alla musica dal vivo, fra festival digitale e nuove intuizioni

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Già dopo le prime settimane di pandemia, nel 2020, avevamo capito che il settore della musica dal vivo avrebbero fatto più fatica a ripartire. L’intuizione è stata poi confermata sia per la naturale incompatibilità dei concerti con il distanziamento fisico, sia perché si tratta di un settore che riceve dalle istituzioni meno attenzione rispetto ad altri, insieme al cinema o al teatro. Dopo due anni la musica dal vivo continua infatti a fare fatica a organizzare il suo futuro, ma molte cose si stanno muovendo nonostante le prospettive incerte e le normative in evoluzione. In questo contesto, uno dei progetti a cui guardare con più interesse è Solido, il coordinamento che riunisce tre prestigiosi festival emiliano-romagnoli, Ferrara sotto le stelle, acieloaperto e Arti Vive.


Da iniziativa temporanea nata nel pieno della prima ondata pandemica, Solido si è trasformato in un piano strategico per condividere una progettazione triennale sulla base di idee e valori comuni, in una prospettiva non strettamente legata alla pandemia ma aperta alle sfide future che mettono al centro un’idea innovativa di Festival.

«Questo percorso a tappe ha dunque l’obiettivo di lavorare a contenuti culturali nel segno della cultura digitale, della sostenibilità ambientale e delle nuove forme di inclusività. In tal senso diventa allora fondamentale ripensare anche agli investimenti economici e allo sviluppo di moderni modelli di business, con la consapevolezza che i prossimi tre anni saranno decisivi per una reale ripartenza della musica dal vivo. Così dal 10 al 12 gennaio torna la seconda edizione del Festivalino Digitale, la rassegna online di live streaming, webinar e panel su comunicazione, direzione artistica e tutto ciò che riguarda il mondo dei festival musicali, con la partecipazione di professionisti del comparto come Riccardo Sinigallia, Carlo Pastore, Giulia Cavaliere e Massimo Volume. Quest’anno si aggiunge alla programmazione anche la sezione dedicata ai documentari sul dietro le quinte dei festival coinvolti nel network Solido. Referente della rete, che vede il contributo della Regione Emilia-Romagna, è il direttore artistico del festival “Arti vive” Matteo Gozzi».

Come è nata l’intuizione del progetto Solido?

«L’intuizione è arrivata durante il biennio pandemico appena trascorso grazie alla collaborazione tra i festival “Arti vive” di Soliera, “acieloaperto” di Cesena e “Ferrara sotto le stelle” che, in un momento di confusione per il settore musicale, ha portato alla ideazione del primo Festivalino digitale. Da allora abbiamo capito quanto fosse importante rendere questa iniziativa un vero e proprio appuntamento, visto il suo contributo alla discussione sul futuro degli eventi musicali».

Quali sono gli obiettivi e la strategia di Solido?

«Grazie al contributo della Regione Emilia-Romagna, la rete Solido è entrata in un nuovo triennio di collaborazione. Abbiamo prima lavorato alla costruzione della nostra identità social, facendoci conoscere dal pubblico. E con l’appuntamento del Festivalino digitale trasmettiamo poi i nostri obiettivi, attraverso un percorso di confronto tra gli addetti ai lavori e le istituzioni. Nei prossimi due anni invece vogliamo consolidare questa collaborazione con iniziative comuni e produzioni originali, offrendo al pubblico momenti di formazione sul settore che siano al tempo stesso eventi culturali a tutti gli effetti».

Cosa avvicina i festival che fanno parte del network?

«Ci accomuna innanzitutto il fatto di essere tre realtà festivaliere della stessa regione che cercano di promuovere rassegne con scelte artistiche di qualità. Ci unisce la stessa passione e condividiamo i valori che consideriamo essenziali per far funzionare la rete Solido, come l’attenzione per la cultura green, digitale e l’inclusività all’interno dei festival».

Con l’accelerazione del digitale come è cambiata la fruizione dei contenuti dei festival e della musica dal vivo?

«La sfida oggi è comprendere come proporre al meglio questo nuovo modo di approcciarsi agli eventi culturali, trovando un nuovo equilibrio tra le proposte digitali e quelle dal vivo, che senza dubbio non potranno mai essere sostituite dallo streaming per l’idea di condivisione che le contraddistingue. Il nostro obiettivo è proprio questo».

Cosa significa fare rete in uno dei periodi più imprevedibili per la musica dal vivo?

«Per i tre festival che fanno parte di Solido, mettersi insieme in un progetto comune ha significato tanto. Siamo passati infatti dall’essere competitor a lavorare insieme, dandoci un’importante occasione di crescita reciproca. Questo per noi è senza dubbio il risvolto più prezioso dell’esperienza Solido».

Quali sono le prospettive per la musica dal vivo?

«Nel breve periodo tutti ci stiamo interrogando sulle condizioni che permetteranno la realizzazione delle nuove edizioni dei festival. Per quelli estivi, per esempio, è ancora difficile capire se si riusciranno a ottenere le capienze piene con il pubblico in piedi, o se si dovrà replicare lo scenario delle scorse stagioni. Insomma, non è facile dover iniziare a fare programmi nell’incertezza, nonostante siano trascorsi già due anni di pandemia».

Cosa si aspetta di nuovo il pubblico da un festival oggi?

«Credo che il pubblico abbia sempre più bisogno di esperienza coinvolgenti: andare a un festival oggi non vuol dire soltanto assistere a un concerto o a uno spettacolo, ma avere a disposizione servizi, eventi collaterali, approfondimenti. In questo senso anche l’incontro con i protagonisti, e quindi autori e cantanti nel nostro caso, fa la differenza».

Cosa prevede questa seconda edizione del Festivalino Digitale?

«Quest’anno alterneremo talk al pomeriggio e la trasmissione di contenuti inediti in serata. Durante le chiacchierate ci confronteremo, tra le altre cose, sull’uso dei social nella promozione dei festival e sulle prospettive future delle manifestazioni. Lasceremo poi spazio ai due documentari in prima visione della sezione Behind the Scene: il primo, La musica come ripartenza, è l’after-movie che racconta le trasformazioni compiute da Ferrara sotto le stelle nella sua ultima edizione, quella dei 25 anni, svolta con una line-up inedita e il format del boutique festival. Il secondo, Solido – Sulle strade dei festival, è un road movie originale prodotto esclusivamente per Festivalino Digitale. Un viaggio nei luoghi dei tre festival che a partire dal 2020 hanno dato vita a questo coordinamento, per scoprire cosa significa fare rete in uno dei periodi più imprevedibili per la musica dal vivo, con le performance di Laila Al Habash, Machweo, Riccardo Sinigallia e la partecipazione del giornalista Nicholas David Altea».

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14 gennaio 2022 (modifica il 14 gennaio 2022 | 13:43)

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