Fa la riduzione di Aceto balsamico, bufera sul concorrente di Masterchef: le scuse social

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Il concorrente Pietro Adragna
Il concorrente Pietro Adragna

Durante la puntata di Masterchef, aveva fatto bollire l’aceto balsamico in padella, scatenando l’ira dello chef Locatelli e di molti spettatori modenesi. Un errore che deve avergli causato qualche notte insonne, perché, con un paio di giorni di ritardo, il concorrente Pietro Adragna si è scusato pubblicamente sui social. Scuse accettate per lui dal Consorzio di aceto balsamico, che lo ha invitato a Modena per testare il prodotto Dop. Ma poco dopo, nel mirino degli esperti, sono finiti addirittura i tre chef del fortunato programma in onda su Sky. «Colpevoli» di aver sbagliato a informare gli spettatori sui tempi di invecchiamento della prelibatezza modenese.


Scuse accettate

«Chiedo scusa ai modenesi. Mi avrete odiato vedendomi ridurre il vostro aceto balsamico nella preparazione del piatto di Bruno Barbieri all’Invention Test. Deve esser stato un dolore tremendo; quasi quanto sentirla (l’arancina, ndr) chiamare arancino…», ha scritto Pietro Adragna sulla sua pagina Facebook il 15 gennaio. Nella puntata di giovedì 13, l’aspirante chef, per azzardare una preparazione fantasiosa, aveva fatto bollire e poi ridotto l’aceto balsamico. Apriti cielo: sui social è partita la crociata in difesa dell’eccellenza della tavola modenese. E così il concorrente ha preferito scusarsi. «Accettiamo le tue scuse – il commento a sorpresa del Consorzio produttori antiche acetaie dell’ Aceto balsamico tradizionale di Modena D.o.p. – Non sei il primo a commettere un errore di questo tipo, per chi non conosce appieno il nostro prodotto, duttile ma permaloso, è facile sbagliare. Non preoccuparti: il Consorzio ti aspetta a Modena per venire a conoscere il nostro prodotto, la sua storia e i suoi corretti utilizzi. Sei il benvenuto!».

Una svista di 5 anni

Pace sembrava fatta. Ma la «crisi diplomatica» era solo iniziata. A finire su un nuovo banco degli imputati sono state le parole dei conduttori della trasmissione, gli chef Antonino Cannavacciuolo, Bruno Barbieri e Giorgio Locatelli. Nello strigliare il concorrente, hanno commesso a loro volta un errore, affermando che a Modena occorrono ben 7 anni per creare il prodotto finale («A Modena aspettano 7 anni e tu arrivi e lo fai bollire?», la frase incriminata). Informazione errata, puntualizza il gran maestro Maurizio Fini, della Consorteria dell’Aceto balsamico tradizionale di Spilamberto, in una lettera inviata agli chef. La tradizione millenaria di Modena richiede «minimo 12 anni prima di poterlo definire Aceto balsamico tradizionale di Modena e ben 25 perché si possa fregiare dell’appellativo extravecchio».

L’invito della Consorteria

«Se addirittura uno chef esperto equivoca fra aceto Dop e aceto Igp, figuriamoci tutti gli altri. La nostra Consorteria, nonostante 60 anni di diffusione culturale, ha davanti a sé tanto, ma tanto da fare», scrive la Consorteria su Facebook. Maurizio Fini coglie così l’occasione per rivolgere un invito: «Vi invitiamo pertanto ufficialmente presto la nostra acetaia che annovera una batteria di oltre 200 anni e ad assaggiare un Aceto balsamico tradizionale di Modena inimitabile, così i 7 anni diverranno correttamente 25! Perdonate l’ironia, ma veramente questo nostro sogno potrebbe divenire una realtà che solo voi potete realizzare!».

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19 gennaio 2022 (modifica il 19 gennaio 2022 | 19:26)

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