Emilia-Romagna, Marche e Friuli-Venezia Giulia in zona arancione: ecco le nuove regole contro il Covid

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Da domenica 15 novembre, Emilia-Romagna, Marche e Friuli Venezia Giulia entrano a far parte della zona arancione, il livello di rischio «intermedio» tra quelli indicati dal governo nel suo ultimo Dpcm.

La decisione, presa in base a 21 indicatori, arriva il giorno dopo il varo da parte di Emilia e Friuli di ordinanze «gemelle» — pressoché identiche nei contenuti — che restringono il campo delle attività possibili. Qui sotto, riporteremo anche le regole imposte dalle ordinanze regionali, nel caso non vengano scavalcate dalle regole imposte dalla zona arancione.

Insieme a Emilia-Romagna, Marche e Friuli Venezia Giulia, in questa fascia rientrano già Sicilia, Basilicata, Puglia, Abruzzo, Umbria, Toscana, Liguria.

Con l’ingresso di queste tre Regioni in zona arancione, e quello in zona rossa della Campania e della Toscana, restano in zona gialla soltanto cinque tra regioni e province autonome (Veneto, Lazio, Sardegna, Molise, provincia autonoma di Trento) prende forma il «lockdown leggero» del piano del governo.

Questa è la mappa aggiornata delle regioni, in Italia.

(Il Corriere ha una newsletter sul coronavirus: è gratis, e ci si iscrive qui)

Le regole per la «zona arancione»

Ecco che cosa succederà finché queste regioni rimarranno in questa «fascia», oltre al «coprifuoco» alle 22 valido in tutta Italia:
— sarà vietato ogni spostamento, in entrata e in uscita, dalla Regione (salvo che per comprovate esigenze di lavoro, salute e urgenza).
— saranno consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza — cioè sarà possibile portare i figli a scuola, e andarli a riprendere — e sarà consentito il rientro nel proprio domicilio o nella propria residenza;
— sarà vietato ogni spostamento in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili nel proprio comune ;
— saranno chiusi bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, ad esclusione delle mense e del catering. Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio.

Per circolare in Regione non sarà necessaria alcuna autocertificazione: nel caso in cui occorresse recarsi per motivi indifferibili in una Regione «rossa» invece sarà necessario averla, e la si può trovare qui.

Le regole in base alle ordinanze regionali in Emilia e Friuli

— Le mascherine vanno portate sempre, anche all’aperto, salvo che da parte di bambini al di sotto dei 6 anni, di chi compie attività sportiva intensa, disabili, assistenti e persone che non possono portarle per motivi medici. In caso di abbassamento per assumere cibo o fumare, dovrà essere assicurata la distanza di un metro. L’uso è obbligatorio nei mezzi di trasporto pubblici, e in quelli privati se non ci sono conviventi.
— Non è permesso passeggiare nelle strade e nelle piazze dei centri storici, delle città e nelle aree affollate. L’attività sportiva (corsa, bicicletta: in ogni caso, deve essere effettuata singolarmente) e motoria (la passeggiata, da svolgersi con mascherina) dovrà avvenire preferibilmente nelle aree verdi e periferiche.
— Nei giorni prefestivi sono chiuse le grandi e medie strutture di vendita, sia a esercizio unico che con più negozi, compresi gli iutlet. Restano aperti solo gli alimentari, farmacie e parafarmacie, tabaccherie ed edicole.
— Nei giorni festivi è vietato ogni tipo di vendita, anche dei piccoli negozi e dei negozi di vicinato, ad eccezione delle medesime categorie (alimentari, farmacie e parafarmacie, tabaccherie ed edicole).
— Nei negozi può entrare una persona per nucleo familiare, salvo per accompagnare soggetti con difficoltà o minori di 14 anni. Nei centri commerciali e nei supermercati va favorito l’accesso degli anziani oltre i 65 anni nelle prime due ore di apertura (ma non è un obbligo).
— Il mercato all’aperto è vietato se non nei Comuni in cui i sindaci abbiano approntato un piano che preveda la perimetrazione dell’area all’aperto, un unico varco di accesso e uno di uscita, ci sia una sorveglianza che verifichi le distanze, l’assembramento e il controllo dell’accesso.
— Nelle scuole primarie e secondarie di secondo grado vengono sospese le lezioni di ginnastica, di canto e con strumenti a fiato, considerate a rischio elevato.

13 novembre 2020 (modifica il 13 novembre 2020 | 17:29)

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Fonte originale: Leggi ora la fonte