Covid: i pazienti hanno un aumentato rischio di aritmie

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(ANSA) – COTIGNOLA (RAVENNA), 06 NOV – I pazienti trattati
per Covid-19 hanno un aumentato rischio di aritmie e sono
sottoposti a terapie preventive per il rischio trombotico con
farmaci che a loro volta presentano dei rischi per il cuore. Lo
afferma un nuovo studio pubblicato sulla rivista internazionale
Circulation (Aha Journals) e condotto in Italia, dal dottor
Saverio Iacopino, coordinatore di Aritmologia del Maria Cecilia
Hospital di Cotignola (Ravenna).
    Lo studio, condotto sui pazienti Covid ricoverati
nell’ospedale romagnolo tra il primo e il 26 di aprile, si è
concentrato sull’incidenza di problematiche del ritmo cardiaco
legate all’assunzione di terapie o come conseguenza diretta del
Sars-Cov2. I pazienti – spiega il ricercatore – mostrano un
aumentato rischio di aritmie e anche farmaci usati, come
azitromicina o idrossiclorochina, possono allungare il tempo di
recupero dei ventricoli del cuore tra una prima contrazione e la
successiva. Un parametro, quest’ultimo, che si indica come QT.
    “I pazienti con infezione da Covid-19 hanno mostrato un
prolungamento dell’intervallo QT nel 17% dei casi, senza
evidenza di aritmie maligne. In oltre il 40% dei degenti abbiamo
registrato una maggiore incidenza di fibrillazione atriale di
nuova insorgenza, considerato un indicatore di rischio per
ictus, ma anche un marker dell’infiammazione nel muscolo
cardiaco, mentre è stata documentata una bassa incidenza di
aritmie ventricolari non sostenute e bradicardie sintomatiche”.
    Nessuno dei pazienti, a distanza di 6 mesi, ha riscontrato una
necessità di intervento. Alcuni sono però tuttora seguiti
attraverso un registratore impiantato sottopelle che consente di
verificare se l’aritmia era una problematica momentanea.
    Lo studio pone le basi per approfondimenti futuri. “Mancano
ancora degli studi che ci diano indicazioni precise sull’eredità
del Covid-19 sulla nostra salute – sottolinea Iacopino – Le
ulteriori indagini in corso sui pazienti ci permetteranno di
capire se la patologia Covid-19 presenterà manifestazioni
aritmiche a distanza”. (ANSA).
   


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