Covid: chiusura di negozi, ristoranti e bar nelle aree a rischio

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Chiusura di bar e ristoranti anche a pranzo e serrata dei negozi dove l’indice di trasmissione Rt supera l’1,5.

Sono le misure che il governo potrebbe inserire nel Dpcm che sarà firmato probabilmente martedì — per limitare il contagio da Covid 19 e soprattutto per provare a impedire di arrivare a un lockdown totale su tutto il territorio nazionale.

Dovranno essere i governatori a firmare le ordinanze, d’intesa con il governo, che potrà indicare le aree di rischio e sollecitare gli interventi. Si procederà dunque con un «regime differenziato basato su tre livelli costruiti in base agli scenari e ai livelli di rischio del sistema elaborato dall’Istituto superiore di sanità».

Sono i tre livelli di pericolosità: «Il terzo livello è quello nazionale, il secondo livello è con misure più severe riservate a Regioni più critiche e il primo livello è quello con misure ancora più severe riservato a regioni che sono in scenario 4 e rischio alto».

È qui che si prevederà un vero e proprio lockdown.

Oltre ai locali pubblici, saranno chiusi negozi al dettaglio — tranne alimentari, farmacie, parafarmacie e tabaccai — e i musei. Nella pubblica amministrazione lo smart working sarà applicato per intero ad eccezione dei servizi pubblici essenziali. A scuola sarà invece obbligatoria la mascherina anche al banco. Le lezioni per le scuole superiori saranno solo in didattica a distanza, così come le seconde medie e terze medie. Resteranno aperte soltanto le scuole elementari e la prima media.


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Viaggi fuori regione solo per lavoro o altre urgenze

Divieto di spostamento tra le regioni a meno che non ci siano «comprovate esigenze» e dunque motivi di lavoro, salute e urgenza. Tra le urgenze ci sono anche i danni gravi alle seconde case che però devono essere dimostrati. Soltanto in questi casi si potrà uscire dai propri confini. E avere con sé il modulo di autocertificazione. Ogni altro viaggio dovrà essere rinviato a data da destinarsi, vale a dire a quando scadrà la regola appena introdotta. Chi si trova fuori dalla propria regione al momento dell’entrata in vigore del Dpcm potrà però fare ritorno nel proprio domicilio anche nei giorni successivi. La misura è stata decisa per limitare i passaggi dalle aree a più alto contagioa quelle dove invece la circolazione del Covid-19 è controllata e dunque per evitare nuovi focolai.

Centri commerciali, stop nei weekend e festivi

I centri commerciali rimarranno chiusi nel fine settimana e nei giorni festivi. La limitazione finora imposta a bar e ristoranti dopo le 18 si estende a tutti i negozi inseriti nelle grandi strutture che secondo gli scienziati possono causare assembramenti, ma solo nei giorni di maggior affollamento. Nel resto della settimana rimangono invece le regole già in vigore a meno che non siano i governatori ad imporre divieti più stringenti. Gli altri negozi al dettaglio, non inseriti nei centri commerciali, non dovrebbero subire limitazioni. Rimangono escluse dai divieti le farmacie e gli esercizi che vendono generi alimentari. Nei centri commerciali rimane obbligatorio l’uso della mascherina, il distanziamento di un metro e la misurazione della temperatura agli ingressi.

Vietate le slot machine in tabaccherie e bar

Divieto di utilizzare le slot machine e le altre macchine per il gioco d’azzardo che si trovano nei tabaccai e nei bar. È la misura del governo che mira ad impedire alle persone di stazionare nei locali pubblici. Le sale giochi e le sale bingo sono state già chiuse in base al Dpcm firmato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte il 24 ottobre. Ma in alcuni locali pubblici ci sono le slot machine e i cittadini si fermavano a giocare spesso in salette chiuse dove non è possibile garantire le regole di distanziamento e soprattutto l’areazione degli ambienti. Per questo si è deciso di impedire che possano essere utilizzate e dunque nel nuovo provvedimento del governo sarà imposto il divieto anche nelle ore in cui i negozi possono rimanere aperti, vale a dire fino alle 18 e più tardi per i tabaccai.

2 novembre 2020 (modifica il 2 novembre 2020 | 13:09)

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