Cosa cambia con il nuovo Dpcm in ufficio e a casa: dallo smart working (da potenziare) alle feste (vietate)

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Più smart working, sospesi i convegni

Incentivare lo smart working e le ferie, sanificare gli uffici, tenersi a distanza e con la mascherina. Sono le raccomandazioni per il mondo del lavoro. Nel settore pubblico è stato stabilito che «le riunioni si svolgono in modalità a distanza, salvo la sussistenza di motivate ragioni». La stessa regola «è fortemente raccomandata per le riunioni private».

Smart Working

La quota del 50 per cento di dipendenti pubblici in smart working è stata già fissata con un provvedimento firmato il 20 ottobre dalla ministra del Lavoro Fabiana Dadone. Ma il decreto sollecita le amministrazioni più avanti «per capacità organizzativa e tecnologica» ad assicurare «percentuali più elevate possibili di lavoro agile, garantendo comunque l’accesso, la qualità e l’effettività dei servizi ai cittadini e alle imprese».
Nel Dpcm si raccomanda che le attività professionali «siano attuate anche mediante modalità di lavoro agile; siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva; siano assunti protocolli di sicurezza anti-contagio, fermo restando l’obbligo di utilizzare dispositivi di protezione; siano incentivate le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro»
.

I convegni

Il Dpcm «sospende i convegni, i congressi e gli altri eventi, ad eccezione di quelli che si svolgono con modalità a distanza». Martedì alle 10 i rappresentanti del settore dei congressi e dei convegni protesteranno davanti a Palazzo Chigi: «Un intero comparto sul lastrico».

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Il nodo degli inviti
Ma per scongiurare gli assembramenti il governo ha inserito (all’articolo 1, comma 9, lettera n) il divieto di feste al chiuso e all’aperto. «Con riguardo alle abitazioni private — si legge nel testo definitivo, già in Gazzetta Ufficiale — è fortemente raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza». Una raccomandazione e non un divieto, per non intaccare diritti costituzionali e non violare lo spazio più intimo della vita delle persone.

Mascherine
Per proteggere gli anziani e le persone più fragili e poiché secondo gli esperti del Comitato tecnico scientifico gran parte dei contagi avviene in ambito familiare, «è fortemente raccomandato l’uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie anche all’interno delle abitazioni private in presenza di persone non conviventi». Resta l’obbligo di portare sempre con sé una mascherina e di indossarla «nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni e in tutti i luoghi all’aperto», tranne quando sia «garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi». Il che vuol dire, per fare un esempio, che se si passeggia con un familiare in spiaggia, lontano dalle altre persone, la mascherina si può togliere. Resta consentito l’uso delle cosiddette «mascherine di comunità».

26 ottobre 2020 (modifica il 26 ottobre 2020 | 08:08)

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