Coronavirus, le restrizioni slittano a venerdì. Emilia-Romagna in fascia gialla

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Controlli alla stazione di Bologna
Controlli alla stazione di Bologna

Il Dpcm, con le limitazioni che comporta, slitta a venerdì. Ma al termine di una giornata complessa, per usare un eufemismo, in cui Governo e Regioni si sono scontrati duramente (soprattutto per la resistenza delle Regioni che andranno in lockdown), tanto da dover far slittare di un giorno la partenza dei provvedimenti restrittivi in tutto il Paese, l’Emilia-Romagna è stata inserita dal ministero della Salute nelle regioni «gialle» a rischio moderato, nonostante fosse stata molto sul filo nei giorni scorsi. Ma anche con un Rt a 1,6, un valore che supera il livello di guardia stabilito dall’Istituto superiore di sanità, l’Emilia-Romagna per ora non è tra le regioni «arancioni» come si era temuto fino all’altro giorno.

No a regole più restrittive

In base ai calcoli fatti sui 21 parametri delineati dall’Istituto superiore di Sanità, quindi, non si applicheranno sul nostro territorio le regole più restrittive che da venerdì dovranno rispettare invece le regioni arancioni e rosse. Da qui in avanti, per restare in zona gialla, oltre all’indice Rt, conterà in particolar modo la tenuta del sistema ospedaliero, punto su cui la Regione guidata da Stefano Bonaccini per ora riesce a garantire delle certezze.

Gli spostamemti

Gli emiliano-romagnoli, quindi, in base al nuovo Dpcm che verrà pubblicato giovedì mattina sulla Gazzetta ufficiale, dovranno, come avverrà in tutto il Paese, rispettare il coprifuoco dalle dieci di sera alle cinque del mattino. Torna, quindi, l’autocertificazione. Saranno consentiti gli spostamenti anche fuori regione, purché quelle accanto siano «gialle». In ogni caso è fortemente raccomandato, per tutto l’arco della giornata, di non spostarsi, con mezzi pubblici (la cui capienza si abbassa al 50%) e mezzi privati, salvo che per esigenze di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità.

La scuola

I ragazzi delle scuole superiori, che da solo una settimana erano in Dad al 75%, da oggi staranno sempre a casa: Dad al 100% per loro. Una decisione che ha suscitato molte polemiche e per cui sabato il comitato bolognese di «Priorità alla scuola» andrà in piazza Maggiore a protestare. Salvata la didattica in presenza per gli altri ordini di scuola, dove i bambini dai 6 anni dovranno obbligatoriamente indossare la mascherina sempre anche al banco. Continueranno ad andare in presenza anche i bimbi dei nidi e delle materne. Unibo lascia la didattica in presenza solo per chi è al primo anno di corso e per i laboratori indipendentemente dall’anno di corso.

Chiusi da oggi musei, mostre e biblioteche

Chiuderanno già da oggi i musei e le mostre, così come le biblioteche. Resteranno invece aperti, con grande sollievo per gli esercenti, i bar e i ristoranti. In ogni caso l’asporto sarà garantito fino alle 22, l’orario di inizio del coprifuoco. I negozi nei centri commerciali, tranne alimentari, farmacie ed edicole, resteranno chiusi il sabato, la domenica e nei festivi. Chiusi corner per giochi e bingo in bar e tabaccherie. «Stiamo conducendo una battaglia contro il virus che non ci deve vedere arretrare — ha detto ieri l’assessore regionale alla Salute Raffaele Donini una volta ufficializzata la fascia di rischio per l’Emilia-Romagna —. Il sistema sanitario sta tenendo, ma dobbiamo ridurre la curva del contagio per evitare ricadute sulle prestazioni ordinarie». Intanto mercoledì il sindaco Virginio Merola ha invocato l’unità istituzionale: «Basta liti tra Governo e Regioni — ha detto ieri —, decisivo il comportamento di tutti. Una volta in vigore il nuovo Dpcm con la Prefettura valuteremo in modo costante la situazione».

4 novembre 2020 (modifica il 5 novembre 2020 | 09:55)

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