Coronavirus, Gimbe: con il vaccino crollo dei contagi tra i sanitari (-64%) «Casi stabili, preoccupano varianti»

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Se i numeri dell’epidemia restano stabili a livello nazionale, preoccupa l’incremento di alcuni indicatori a livello regionale che potrebbe essere legato alla circolazione delle varianti. «Sono spie rosse da monitorare perché potrebbero esserci rapide impennate dei casi come avvenuto in Umbria dove la situazione è molto critica» spiega Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe che oggi pubblica il monitoraggio settimanale indipendente dell’epidemia di coronavirus in Italia. Dal fronte dei vaccini (1.214.139 le persone che hanno concluso i due cicli, il 2% della popolazione) arrivano le prime evidenze: contagi tra gli operatori sanitari, i più esposti al virus, sono crollati del 64% da quanto è stata avviata la somministrazione della seconda dose. Ma l’immunità di gregge è ancora lontana e ancora per lungo tempo si dovrà convivere con il coronavirus: « Servono decisioni tempestive perché la corsa del virus e delle sue varianti non rallenta certo per una crisi di governo. Il nascente esecutivo – afferma Cartabellotta – dovrà non solo accelerare le forniture vaccinali ma anche arginare la circolazione delle nuove varianti. La riapertura dei confini regionali prevista per il prossimo 15 febbraio e un’Italia quasi tutta gialla rischiamo un’impennata dei contagi con conseguente saturazione degli ospedali, nonostante il potenziamento del sequenziamento virale e i lockdown mirati».

I dati

Il monitoraggio conferma nella settimana 3-9 febbraio un numero stabile dei nuovi casi (84.711 contro i 84.652 della settimana precedente). Scendono del 5% gli attualmente positivi (413.967 contro 437.765) e le persone in isolamento domiciliare (392.312 vs 415.234). Diminuiscono del 9% anche i decessi (2.658 contro 2.922). Sul fronte ospedaliero, calano del 4%i ricoverati con sintomi (19.512) e del 3% i pazienti delle terapie intensive (2.143 contro i 2.214 della settimana precedente). L’occupazione da parte di pazienti Covid supera in 3 Regioni la soglia del 40% in area medica e in 4 Regioni quella del 30% delle terapie intensive.

Il pericolo varianti

La stabilità della curva a livello nazionale non deve trarre in inganno. «È calma piatta purtroppo solo apparente» avverte Cartabellotta. Infatti, spacchettando il dato nazionale, in 10 Regioni si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi e in 9 Regioni aumentano i casi attualmente positivi per 100.000 abitanti, ma i numeri per ora non impattano sulle curve nazionali perché si tratta principalmente di Regioni di piccole dimensioni. «Situazioni molto critiche come quelle dell’Umbria – spiega Cartabellotta – dove le nuove varianti hanno determinato rapidamente un’impennata dei casi e la saturazione di ospedali e terapie intensive potrebbero improvvisamente esplodere ovunque, visto che le varianti del virus circolano ormai in tutto il Paese». Ecco perché è fondamentale monitorare tutte le “spie rosse” per attuare tempestive strategie di contenimento: in 17 province l’incremento percentuale dei nuovi casi negli ultimi 7 giorni supera il 5% .

La campagna vaccinale

Al 10 febbraio (ore 07.30) hanno completato il ciclo vaccinale con la seconda dose 1.214.139 persone (2% della popolazione), con marcate differenze regionali: dal 1,38% della Calabria al 3,58% della Provincia Bolzano prima in classifica. «I ritardi delle forniture nel primo trimestre rallentano la campagna vaccinale – afferma Renata Gili di Gimbe – ma le Regioni stanno gestendo correttamente le dosi, completando il ciclo vaccinale nei tempi corretti». «Rispetto alle categorie di persone vaccinate – aggiunge Gili – il 70% delle dosi sono state destinate a “operatori sanitari e sociosanitari”, il 18% a “personale non sanitario”, l’11% a “personale ed ospiti delle RSA” e meno dell’1% agli over 80, con notevoli differenze regionali». Purtroppo, solo il 3,6% (n. 158.805) degli over 80 ha ricevuto almeno una dose di vaccino, e solo il 2,2% (n. 96.503) ha completato il ciclo vaccinale, percentuali molto lontane dal target raccomandato dalla Commissione Europea: 80% entro il 31 marzo 2021.

L’efficacia dei vaccini

Sulla base dei dati disponibili al momento è possibile valutare l’efficacia della vaccinazione solo sugli operatori sanitari, i cui contagi vengono monitorati regolarmente dall’Istituto superiore di sanità. Se i nuovi casi nella popolazione generale sono stabili da 3 settimane, tra gli operatori sanitari si sono ridotti del 64,2%: dai 4.382 rilevati nella settimana 13-19 gennaio, quando è stata avviata la somministrazione delle seconde dosi, ai 1.570 della settimana 3-9 febbraio. «Presupponendo che le modalità di screening periodico degli operatori sanitari non siano state modificate – spiega Cartabellotta – questa netta riduzione è verosimilmente effetto della somministrazione di circa 1,9 milioni di dosi di vaccino in questa categoria di popolazione».

11 febbraio 2021 (modifica il 11 febbraio 2021 | 10:51)

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Fonte originale: Leggi ora la fonte