Coop: Guenzi, città dopo pandemia aperte ad alternative

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(ANSA) – BOLOGNA, 13 NOV – “Come sarà la città domani, quando
ritorneremo a stringerci la mano? Dovrà essere una città che sia
aperta all’alternativa, questo è quello che ci insegna questa
pandemia. Un solo modello di costruzione del mondo porta a una
sua implosione. Bisogna avere il bar chic e il centro sociale
con la birra a 1 euro, il supermercato e l’agricoltura a
chilometro zero con il mercato popolare, la palestra fitness e
quella sociale, serve la possibilità dell’alternativa”. E’ il
pensiero, guardando alle città dopo l’emergenza sanitaria, di
Lodo Guenzi de Lo Stato Sociale ospite all’evento di Coop Italia ‘Cosa sarà’. Al Teatro Duse di Bologna, una delle ‘piazze’ del
grande streameeting per confrontarsi sui temi per il futuro, il
cantante della band bolognese ha cercato di immaginare come
cambieranno abitudini, modi di vivere e comportamenti dopo mesi
difficili, segnati dalla distanza, per l’emergenza sanitaria. Un
periodo dal quale “non ne usciremo bene, ma ne usciremo diversi,
quindi va tutto bene. Credo – ha aggiunto Guenzi – che le nostre
città avessero già forti problemi nell’accettazione
dell’alternativa della socialità o della socialità alternativa.
    Non voglio parlare solo per giochi di parole, a Bologna, che è
civile, libera con una tradizione di integrazione tra persone
diverse, c’era già una battaglia interna. C’era una battaglia in
atto tra spazi sociali e spazi commerciali, la convivenza tra i
due era difficile: gli uni volevano un po’ schiacciare gli
altri”. Poi la situazione è cambiata e lo sguardo verso il
domani “deve essere diverso”. “Questo mondo è imploso – ha
spiegato il musicista – perché, a un certo punto, tutte le
energie sono state spese per andare come dei treni in un’unica
direzione. E non è quanto quella direzione sia sbagliata o
giusta, il fatto è che non è l’unica. Finita questa pandemia,
dovremo ritrovarci e ri-conoscerci”. (ANSA).
   


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