Conte: nuove misure prima di mercoledì. Nel Dpcm 3 aree con 3 scenari di rischio, decide ministero

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Il governo terrà conto dei rilievi e delle osservazioni che emergeranno da Camera e Senato nel corso del dibattito sulle comunicazioni del presidente del Consiglio. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte intervenendo nell’aula di Montecitorio, ribadendo la necessità di introdurre nuove limitazioni (QUI le ipotesi più probabili) — perché «la curva dei contagi di sabato ha imposto un nuovo corpus delle misure restrittive da adottare prima di mercoledì» — e rilanciando l’ipotesi di un tavolo di confronto permanente in cui siano coinvolte anche le opposizioni, che peraltro nei giorni scorsi avevano respinto un invito in tal senso. «Il dialogo con tutte le forze politiche rappresentate in Parlamento — ha sottolineato il capo del governo — è fondamentale». Anche perché «il quadro epidemiologico nazionale ed europeo appare particolarmente critico, l’incremento di casi Covid è stato di 150 contagi per ogni 100 mila abitanti ed anche nel nostro Paese la situazione è in peggioramento».

I posti negli ospedali

Facendo il punto sulla situazione, Conte ha sottolineato che «gli italiani contagiati sono di numero ben più elevato rispetto alla prima ondata anche se la qualità dei contagi è diversa e inferiore: oggi fino al 96% delle persone sono asintomatici o presentano sintomi lievi». Tuttavia, ha rilevato, è preoccupante l’affollamento generale degli ospedali, in particolare quello dei reparti non covid e delle terapie subintensive. Quanto alle terapie intensive, invece, Conte ha spiegato che l’Italia affronta la nuova emergenza potendo contare, tra posti già attivati e posti attivabili in base alle esigenze delle diverse aree, 10.841 posti, sostanzialmente più di un raddoppio rispetto alla scorsa primavera. «Esiste la possibilità che 15 Regioni superino le soglie critiche di terapie intensive nel prossimo mese — ha ammonito il premier —, anche se questa previsione non tiene ancora conto dell’impatto che immaginiamo positivo delle misure introdotte con gli ultimi dpcm».

Leggi anche:

Le tre aree e gli scenari

Il nodo è il «coefficiente di rischio» che sarà di volta in volta individuato sulla base di tre aree con tre diversi scenari, a cui corrisponderanno misure via via sempre più restrittive. «L’inserimento di una regione in una delle tre aree di rischio — ha precisato — avverrà con un’ordinanza del ministero della Salute». Sembra dunque scongiurarsi l’eventualità che a decidere siano solo le Regioni, ipotesi che i governatori avevano fatto capire di non gradire. Un criterio uguale per tutti stabilirà la cornice per le decisioni e il governo, tramite il ministro della Salute, si assumerà la responsabilità dei provvedimenti al fianco delle giunte regionali.

Gli interventi previsti

A livello nazionale, ha fatto notare il presidente del Consiglio, saranno introdotte solo alcune specifiche misure per rafforzare piano di mitigazione del contagio già avviato con i tre precedenti dpcm. Questo l’elenco presentato dal premier, sapendo che, in contemporanea al suo intervento, era in corso la riunione delle Regioni. Questo in ogni caso il quadro prospettato: «Chiusura nei giorni festivi e prefestivi dei centri commerciali, ad eccezione di spazi di vendita alimentari, di edicole, farmacie o parafarmacie e tabaccai presenti al loro interno. Chiusura oltre che delle sale giochi anche dei corner di scommesse e videogiochi ovunque si trovino». E ancora: «Chiusura di musei e mostre, riduzione al 50% della capienza dei mezzi di trasporto pubblico locale, limitazioni agli spostamenti tra regioni salvo ragioni di necessità». Sono stati previsti anche limiti alla circolazione delle persone «nella fascia serale più tarda» (ma non è stato indicato l’orario preciso del «coprifuoco», ancora oggetto di confronto tra le forze della maggioranza e con le Regioni), sempre al netto delle situazioni di necessità. Infine è stata prevista la possibilità di un passaggio della didattica a distanza al 100% nelle «scuole secondarie di secondo grado».

Mattarella: «Regioni e governo collaborino»

In giornata anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è tornato a ribadire la necessità di una stretta collaborazione tra le istituzioni a vario livello. Al termine di un colloquio a distanza con i presidenti di Emilia Romagna e Liguria, Stefano Bonaccini e Giovanni Toti, Mattarella ha parlato di «ruolo decisivo» delle Regioni ma ha anche auspicato «la più stretta collaborazione tra tutte le istituzioni dello Stato».

Notizia in aggiornamento…

2 novembre 2020 (modifica il 2 novembre 2020 | 15:29)

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Fonte originale: Leggi ora la fonte