Capodanno in zona rossa: cosa si può fare e cosa no

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Italia in zona rossa anche il primo gennaio 2021. Fino al 3 gennaio divieto di spostamento se non per «comprovate esigenze», motivi di lavoro, urgenze e salute. Ma anche vietato uscire dalla propria regione, stare fuori casa dopo le 22 e fino alle 5. Consentite invece le visite a parenti e amici ma soltanto in due, oltre ai minori di 14 anni. Chiusi negozi, bar e ristoranti. Possibile fare passeggiate e attività sportiva all’aperto. Niente feste o assembramenti.

Cosa posso fare in «zona rossa»? E quando scatta?

Si tratta di uno dei due punti fondamentali del decreto. Oltre al 31 dicembre 2020, anche nei giorni 1, 2, 3, 5 e 6 gennaio 2021, tutta Italia sarà in «zona rossa». Cosa si potrà fare?
– non si potrà andare nei bar e nei ristoranti (si può prendere cibo da asporto fino alle 22, e ordinare a domicilio)
– si potrà andare solo in alcuni negozi al dettaglio (quelli inclusi in questo elenco)
– si potrà uscire di casa per fare una passeggiata (con la mascherina, in prossimità della propria abitazione) e per fare attività sportiva (da soli: una corsa, un giro in bici)
– non si potrà uscire di casa se non per ragioni di salute, lavoro o necessità (oltre alle attività sportiva e motoria appena citate), ma con un’eccezione importante. Sarà infatti possibile uscire di casa per andare in visita nelle abitazioni di parenti e amici, pur se rispettando regole precise.
Eccole: le persone che si spostano non possono essere più di due, a meno che non portino con loro figli minori di 14 anni o persone disabili o non autosufficienti conviventi; oggi lo «spostamento verso le abitazioni private è consentito una volta sola al giorno in un arco temporale compreso fra le ore 7 e le ore 22», poi scatta il coprifuoco. L’1 gennaio il coprifuoco torna dalle 22 alle 5.

Posso uscire dal mio comune?

Uscire dal proprio comune è, in linea generale, vietato. Ci sono però, come detto sopra, alcune importanti deroghe: oltre alla possibilità di farlo per lavoro, salute o necessità e urgenza.
– Sono consentiti gli spostamenti dai Comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti. È possibile percorrere una distanza «non superiore a 30 chilometri dai relativi comuni», ma è vietato recarsi nel capoluogo di provincia.
– Si può andare — al massimo in due, e con un solo spostamento al giorno — a trovare un parente o un amico, anche fuori comune (ma all’interno della propria regione).

Posso andare dai genitori, o dagli amici?

Sì, è possibile andare a trovare parenti o amici ma non fuori Regione. Ma secondo le regole esposte prima: non ci si può andare se la casa dei genitori è fuori dalla regione; le persone che si spostano non possono essere più di due, a meno che non portino con loro figli minori di 14 anni o persone disabili o non autosufficienti conviventi; ci si può muovere verso una sola casa al giorno e rispettando gli orari del coprifuoco. Il rientro nell’abitazione dove si ha residenza o domicilio è sempre consentito.

Posso andare dal fidanzato, o dalla fidanzata?

Sì: le regole esposte qui sopra valgono anche per fidanzati o fidanzate. Per chi si trova fuori Regione sul sito del governo viene chiarito: «È sempre consentito il rientro nel Comune in cui si ha la residenza, il domicilio o in cui si abita con continuità o periodicità. Ciò permetterà, ad esempio, il ricongiungimento di coppie che sono lontane per motivi di lavoro ma che convivono con una certa frequenza nella medesima abitazione».

Posso tornare a casa nei giorni «rossi»?

Sì, il rientro nella propria abitazione — quella dove si ha residenza o domicilio — è sempre permesso.

Posso uscire dal Comune per fare la spesa?

Sì: come già spiegato dal governo, fare la spesa rientra tra le cause che giustificano lo spostamento fuori dal comune dove si abita se il comune contiguo al proprio ha punti vendita necessari alle proprie esigenze, anche in termini di convenienza per il portafoglio. Lo spostamento va sempre autocertificato (qui il modulo per l’autocertificazione).

Posso organizzare una festa?

No, le feste sono vietate «nei locali pubblici e nei luoghi privati».

Posso fare volontariato?

Sì, «sono consentiti, senza limiti di orario, gli spostamenti che si riconnettono ad attività assistenziali svolte, nell’ambito di un’ associazione di volontariato», oltre che quelle «in convenzione con enti locali, a favore di persone in condizione di bisogno o di svantaggio».

Quando serve l’autocertificazione?

Durante i giorni «arancioni» (28, 29 e 30 dicembre 2020 e 4 gennaio 2021), l’autocertificazione (che trovate qui) serve per uscire dal proprio Comune: e questo, come detto sopra, è possibile per comprovate esigenze lavorative, motivi di salute e urgenza. Servirà anche per spostarsi dai comuni con popolazione non superiore a 5mila abitanti e per andare, all’interno della propria regione, in una seconda casa o a trovare amici e parenti (con le regole esposte sopra). Il modulo serve anche per muoversi durante il coprifuoco.
Durante i giorni «rossi», il modulo serve anche per muoversi durante la giornata all’interno del proprio comune, oltre che per entrare e uscire dalla propria città per «comprovate esigenze lavorative», per «motivi di salute» e per «altri motivi ammessi dalle vigenti normative» (che comprendono la necessità di accudire una persona non autosufficiente il ritorno alla propria residenza). Il modulo servirà anche per andare in una seconda casa in regione o per andare a trovare amici e parenti con le norme esposte sopra. Chi non ha una stampante può scrivere l’autocertificazione a mano, ricalcando il modello che trova qui. Se non si ha il modulo con sé e si viene fermati dalle forze dell’ordine saranno loro a compilarne uno: potranno poi eseguire verifiche per controllare la correttezza di quanto dichiarato.

Il «decreto Natale» e le regole

Per andare alla Messa serve l’autocertificazione?

Sì: la messa si svolgerà nei giorni in cui l’Italia è in zona rossa, e dunque per uscire di casa occorrerà l’autocertificazione (qui si trova il modulo; chi non ha una stampante può scrivere l’autocertificazione a mano, ricalcando il modello; se non si ha il modulo con sé e si viene fermati dalle forze dell’ordine saranno loro a compilarne uno: potranno poi eseguire verifiche per controllare la correttezza di quanto dichiarato). Una nota della Cei, la Conferenza episcopale italiana, ricorda anche la circolare del ministero dell’Interno del 7 novembre 2020 che precisa che i luoghi di culto dove ci si può recare «dovranno ragionevolmente essere individuati fra quelli più vicini».

1 gennaio 2021 (modifica il 1 gennaio 2021 | 07:16)

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