Broadway chiuso per covid, il musical va a Hollywood

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 Con le luci dei teatri spente da marzo per la pandemia da Covid, Broadway arriva a Hollywood: dopo “Hamilton”, il musical di Manuel Lin Miranda sui Padri Fondatori in versione rap “adottato” dalla Disney per il prossimo 4 luglio, studi e colossi dello streaming si contendono show vecchi e nuovi. Tanti i titoli di richiamo dei cartelloni: “American Utopia” di David Byrne, che sarebbe dovuta tornare a Broadway questo autunno se non ci fosse stato il coronavirus, e’ approdato su Hbo con la regia di Spike Lee dopo la prima virtuale al Festival di Toronto, mentre “The Boys in the Band” con Jim Parsons, Zachary Quinto, Matt Bomer gira su Netflix e “What the Constitution Means to Me” e’ disponibile su Amazon Prime dopo aver debuttato tre anni fa sulla “lunga strada bianca”. “The Prom” con Meryl Streep, Nicole Kidman, James Corden e Kerry Washington, adattato per Netflix (il sipario si alza il 4 dicembre) da Ryan Murphy, e’ tratto da una play premio Tony su una ragazza dell’Indiana che vuole portare un’altra donna al ballo di fine liceo e ha un cast “pluristellato” ed effetti speciali impossibili a teatro. E poi “Ma Rainey’s Black Bottom”, “Wild Mountain Thyme”, (basato su on “Outside Mullingar”), “West Side Story,” “In the Heights”, “Diana: The Musical” “Dear Evan Hansen”, “13” e “Wicked”. “E’ qualcosa che gira nell’aria”, ha detto al New York Times John Patrick Shanley, che ha scritto e diretto “Wild Mountain Thyme” la cui uscita “on demand” e’ prevista per l’11 dicembre. Broadway e Hollywood hanno avuto da sempre uno stretto rapporto, ma le dinamiche della relazione sono cambiate nel tempo. Nei primi decenni del cinema americano, show teatrali di successo diventavano spesso film con gli studi pronti ad accaparrarsi i diritti in anticipo sulla prima. Il flusso si era invertito negli anni Settanta quando Broadway non aveva tenuto il passo con la musica popolare e la cultura e i film erano diventati spunto per spettacoli teatrali come “Once” o “Kinky Boots”: “Un investimento sicuro per i produttori nella scommessa che il pubblico pronto a pagare centinaia di migliaia di dollari in biglietti sarebbero stati attirato da un brand familiare”, ha spiegato al quotidiano lo storico del teatro Ronald Zank. La nuova inversione del trend e’ legata a molti fattori: da un lato la fame di contenuti anche di nicchia dei servizi in streaming, dall’altro la costante popolarita’ di Broadway che negli ultimi anni ha registrato record di pubblico e biglietti venduti. E se in passato da parte dell’industria del cinema “c’era stata una sorta di snobberia rispetto al teatro”, questo senso di superiorita’ di recente e’ sparito, ha osservato Marielle Heller, la regista di “Beautiful Day in the Neighborhood” che ha diretto “What the Constitution Means to Me”.


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