Bologna: bus gratis per i clochard, tariffe giù per i più fragili

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Niente più multe, niente più stigma. Anche i senza fissa dimora potranno avere un proprio abbonamento come tutti gli altri e salire sul bus senza rischiare l’umiliazione di una sanzione perché quel biglietto non potevano permetterselo. La Regione ha deciso di prorogare e integrare, ampliando la misura ad altre categorie, le tariffe agevolate di abbonamento annuale di trasporto previste per le categorie sociali più deboli. E così, a Bologna, dopo più di quattro decenni, torna il bus gratis, quello che anticipò il Nord Europa

Vittoria degli avvocati di strada

Grazie al rinnovo dell’accordo regionale sulle tariffe agevolate per le persone fragili e al programma mobilità regionale, i Comuni potranno sostenere integralmente i costi degli abbonamenti per le persone senza dimora sulla base della valutazione di un effettivo bisogno da parte dei servizi sociali. Una vittoria, per Antonio Mumolo, presidente dell’associazione Avvocato di strada onlus, e per tutti coloro che con lui da anni combattevano nella speranza che questo giorno arrivasse (il bus gratis, a Bologna, debuttò nel 1973, ndr). «Saranno 6-7 anni che lottiamo», ricorda. A guadagnarci, spiega l’avvocato, non sarà solo chi non ha un tetto sotto il quale dormire. «I controllori perdevano tempo a multare persone che non possono permettersi di pagare una multa, i servizi sociali venivano da noi interpellati per relazioni da stilare, a Tper inviavamo lettere alle quali doveva a sua volta rispondere, le multe (800, l’anno scorso) si annullavano e se per caso qualcuno poi trovava lavoro con i primi stipendi doveva pagare quelle sanzioni (una signora si è trovata a dover corrispondere 20 mila euro): tempo e soldi persi da tutti per qualcosa che non aveva senso, visto che parliamo di persone senza risorse e senza casa. Siamo felici, speriamo che si faccia presto». Ma i più felici saranno senz’altro loro, i senza dimora. «Erano un insulto alla dignità, quelle multe» chiosa Mumolo.

Stop all’umiliazione delle multe

Carlo Salmaso, presidente di Piazza Grande, racconta di come sia cruciale la cancellazione di quello stigma. «Venire multato per qualcosa che non vorresti fare ma sei costretto a fare è umiliante. Ma se hai i servizi sociali alla Croce del Biacco e il dormitorio in Bolognina, come fai? Prendi l’autobus e se ti multano ti vergogni. Quando smettevano di vergognarsi significava che si erano rassegnati e non si pensavano più come gli altri. E non era un buon risultato. Invece, come succede per le borse di studio o altre agevolazioni per chi ha meno, si possono trovare soluzioni valide anche per i senza dimora che hanno bisogno dei mezzi di trasporto pubblici. Perché come diceva Don Milani: non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali».

L’annuncio dalla Regione

L’annuncio dell’accordo per un trasporto più solidale, che si allarga alle famiglie numerose e alle persone indigenti senza dimora, è stato dato ieri pomeriggio e annunciato con entusiasmo dalla stessa Regione. «Una misura giusta — sono le parole condivise della vicepresidente Elly Schlein e dell’assessore ai Trasporti, Andrea Corsini — che tiene conto del difficile momento di emergenza sanitaria e crisi economico-sociale innescato dalla pandemia mondiale. Con questo provvedimento confermiamo ed estendiamo il sostegno al diritto alla mobilità dei cittadini più fragili assicurando loro la migliore accessibilità e fruibilità del territorio regionale in modo sostenibile per l’ambiente. Intendiamo anche destinare 1,5 milioni di euro del fondo sociale regionale al programma mobilità in capo ai Comuni, per permettere di scontare ulteriormente le tariffe per le categorie più fragili e consentire di coprire integralmente gli abbonamenti per le persone senza fissa dimora». Assieme all’esenzione per le persone senza dimora potranno usufruire di abbonamenti “Mi muovo insieme” a prezzi scontati oltre alle categorie già previste in precedenza anche le famiglie numerose con quattro o più figli e con Isee non superiore a 28mila euro (prima l’importo massimo per l’Isee era 18mila euro).

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11 febbraio 2021 (modifica il 11 febbraio 2021 | 08:08)

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