Bologna, «basta con i seggi elettorali nelle scuole». E alcuni hanno già una nuova sede

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(foto archivio)
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«Tenete fuori i seggi dalle scuole». La richiesta in vista delle prossime Amministrative adesso inizia a farsi pressante. È lo stesso Pd, con la consigliera Federica Mazzoni, a chiedere che, dopo un anno e mezzo di pandemia, gli studenti non vengano più penalizzati nella frequenza.


Alcuni seggi si spostano

Dei piccoli passi dopo più di un anno si sono mossi: alcuni seggi, già per l’elezione del futuro sindaco di Bologna, troveranno una nuova collocazione: alcuni al Centro Montanari, al Navile, all’interno del parco della Zucca e altri nella sede del Quartiere Savena. Ancora troppo pochi, però. Sia per Mazzoni, che ha presieduto la commissione Scuola su questo tema, sia per il comitato Scuola e Costituzione che l’altro giorno ha sollecitato la Prefettura di Bologna a valutare tutte le opzioni possibili. Anche perché, sottolinea lo stesso comitato che da più di un anno si batte per questo, in altre città, come Bergamo, Torino, ora anche Ferrara i prefetti insieme ai Comuni si stanno muovendo nella direzione indicata dal Viminale e il decreto Sostegni ha messo in campo delle risorse.

Mazzoni: «Scuole chiuse per troppo tempo»

«Le scuole — è la posizione di Mazzoni — sono state chiuse per lungo tempo e hanno affrontato due anni difficilissimi che avranno ripercussioni. Trovare collocazione diversa ai seggi elettorali non significa risolvere tutti i problemi della scuola, ma iniziare a metterla al centro, cominciare a dare il messaggio che non vogliamo più eventi esterni che interrompano lezioni ed educazione. Siamo consapevoli di vincoli normativi e difficoltà oggettive che non consentiranno di raggiungere subito e pienamente l’obiettivo, ma credo che debba essere un nostro obiettivo politico».

La risposta del Comune: «Operazione complicata»

L’assessore alle Politiche giovanili e agli Affari generali di Palazzo d’Accursio, Elena Gaggioli, nell’ultimo anno e mezzo è stata sollecitata più volte sulla questione da comitati e associazioni. Ma ha più volte ribadito la difficoltà di un’operazione di questo tipo. «Non c’è stata ancora la commissione elettorale — spiega — ma sto lavorando ad alcune soluzioni con Prefettura e Questura. Non è pensabile, però, liberare tutte le scuole e nemmeno la maggior parte».

Il comitato: «Le alternative ci sono»

Ma non è affatto d’accordo Scuola e Costituzione che in commissione ha detto la sua: «Un gruppo di lavoro appositamente costituito dal ministero degli Interni dice che sono da ritenersi idonei uffici comunali e sale consiliari, biblioteche e sale di lettura, palestre e impianti sportivi, circoli ricreativi e sportivi, spazi espositivi e fieristici, ludoteche, ambulatori» e altri luoghi, fuorché sedi di partito e di sindacato, edifici di culto e caserme. Quindi la chiosa: «Il tempo di gesti simbolici, di 5/6 collocazioni, di 20/30 seggi dovrebbe essere finito — scrive Lorenzo Grilli per il Comitato —. Il punto dietro al tema dei seggi fuori dalle scuole per noi è chiarissimo: c’è molto da fare; c’è molto da rifare e ricostruire. E c’è da ricominciare in modo convinto e vero. Non può essere tutto come prima, perché sarebbe un po’ peggio».

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10 giugno 2021 (modifica il 10 giugno 2021 | 20:56)

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