Biden ha vinto le elezioni, secondo i network Usa

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WASHINGTON – Poche migliaia di voti separano Joe Biden dalla Casa Bianca. Nella tarda sera di venerdì 7 novembre, alle 22.45, dopo aver aspettato per ore i risultati finali, il candidato democratico si è presentato sul palco di Wilmington, in Delaware. Biden, 77 anni, ha usato i toni del presidente eletto, il 46° della storia americana: «Questa non è una dichiarazione di vittoria, ma i numeri ci dicono chiaramente che noi stiamo per vincere queste elezioni. Solo 24 ore fa eravamo indietro in Pennsylvania, ora siamo davanti. La stessa cosa vale per Arizona, Georgia e Nevada. Arriveremo a 303 delegati e abbiamo già raggiunto la soglia di 74 milioni. Nessun ticket presidenziale ha mai ricevuto tanti voti. Sono quattro milioni in più rispetto a Trump».

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Lo spoglio non è ancora terminato, ma, soprattutto in Pennsylvania Donald Trump non ha praticamente alcuna possibilità di rimonta. In Georgia, invece, si procederà al riconteggio delle schede. Biden ha dedicato qualche minuto al significato politico del 3 novembre: «Dopo 26 anni vinceremo in Arizona; dopo 28 in Georgia; abbiamo ricostruito il Blue Wall con Pennsylvania, Wisconsin e Michigan». Ma adesso il futuro leader degli Stati Uniti, accompagnato da Kamala Harris, la prima donna che diventerà vice presidente, chiede al Paese di tornare unito: «Non sarà facile, abbiamo avuto delle elezioni molto dure. Ma non abbiamo tempo da perdere con scontri partigiani. Mettiamo da parte la rabbia, il risentimento. Dobbiamo fronteggiare la pandemia, salvare vite umane. Dobbiamo risollevare l’economia; contrastare il climate change; affrontare i problemi sollevati dalle proteste a sfondo razziale». Infine ancora un appello alla «calma»: «Il conteggio procede lentamente, ma è importante che la voce di tutti i cittadini sia ascoltata. Vi chiedo di essere pazienti e di aspettare che gli scrutatori finiscano di contare. Vi garantisco che sarò il presidente di tutti gli americani. Lavorerò duramente tanto per i cittadini che ci hanno sostenuto quanto per chi non ci ha votato». Ma Donald Trump non accetta l’esito delle urne. Come previsto da settimane, il presidente in carica ha già scatenato la guerriglia giudiziaria, presentando una serie di ricorsi con la speranza che il contenzioso finisca davanti alla Corte Suprema di Washington. E’ chiaro che Trump confida sulla maggioranza dei giudici conservatori (6 contro tre) rafforzata dalla recente nomina di Amy Coney Barrett. A Washington, anche tra i repubblicani, aumenta lo scetticismo. In pochi credono che Trump riuscirà a ribaltare per via giudiziaria il risultato che sta emergendo dalle urne. Non c’è stata l’onda blu prevista da alcuni sondaggisti. Tuttavia si sta profilando una sconfitta netta per il leader americano che è riuscito a mantenere Ohio e Florida, ma non si è accorto dello smottamento dei consensi in Arizona e in Georgia, nonostante i primi segnali emersi nel 2018, con le elezioni di mid term. Negli ultimi cento anni solo quattro presidenti non sono stati riconfermati. Gli ultimi casi risalgono al 1992, con il repubblicano George H.Bush, e nel 1980, con il democratico Jimmy Carter.

In queste elezioni l’affluenza è stata straordinaria: circa 150 milioni di elettori, contro i 137,5 milioni di quattro anni fa. Biden è il candidato che ha ottenuto più consensi di sempre: 73 milioni e, per un curioso paradosso, il suo avversario, con 70 milioni, è il secondo. Ancora una volta il messaggio delle cifre è inequivocabile: Trump ha accumulato circa 5,7 milioni di preferenze in più rispetto al 2016. Ma era, ed è rimasto, un leader minoritario nel Paese. Aveva perso con un distacco del 2,1% nel voto popolare contro Hillary Clinton e ora è sotto del 2,8%. Non è riuscito a fare breccia nell’altra metà dell’America e per questo motivo ha perso.

Articolo in aggiornamento…

7 novembre 2020 (modifica il 7 novembre 2020 | 05:52)

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