Assalto al portavalori sull’A1: «Così abbiamo resistito ai rapinatori»

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Il furgone e come si presentava dopo l’assalto dei rapinatori
Il furgone e come si presentava dopo l’assalto dei rapinatori



I mezzi che affrontano i kalashnikov

Non è la prima volta che la ditta, che conta più di 300 furgoni attivi in tutta Italia nel trasporto di valori, deve affrontare casi simili: non più tardi un anno fa anche a Lodi avvenne un episodio simile. «In media possiamo dire che succede un tentativo di rapina simile ogni due-tre anni – confida Meletti – ma l’esito finale non nasce dal caso. Dietro ci sono investimenti e preparazione». Gli aspetti principali da sottolineare sono due. «I punti chiave dei furgoni sono la cabina di guida e il caveau – sottolinea Meletti -. La normativa prevede che abbiano la capacità di attutire colpi fino a un calibro 9, quelli visti in autostrada a Modena e che utilizziamo resistono anche ai kalashnikov, come si è evidenziato. É una questione di spessori e materiali usati. Inoltre sono mezzi costantemente monitorati con i satelliti e in continuo contatto con una sala operativa che a sua volta è in contatto con le forze dell’ordine. Chi è davanti allo schermo controlla tutto da remoto». Inoltre c’è da ricordare che le Questure sono informate quando sono in transito carichi di questo tipo.

Il sistema d’allarme che rende inutilizzabile le banconote

Altro elemento da non sottovalutare sono poi i sistemi che rendono inutilizzabili le banconote: come Spumablock, dei dispositivi che rilasciano una sostanza che trasforma i valori trasportati in un unico blocco molto pesante. «Il carico (circa 2 milioni di euro, ndr) che hanno cercato di prendere attualmente si trova in quello stato – spiega Meletti – successivamente solo la ditta produttrice ha a sua disposizione una sostanza sbloccante per riportare il carico allo stato iniziale».

I chiodi usati dalla banda
I chiodi usati dalla banda
Come si preparano le guardie armate

Ma fondamentale è la componente umana. «Di solito sono sempre tre gli operatori presenti sul blindato – aggiunge Meletti -. Uno deve sempre rimanere alla guida, un altro fa la bonifica quando si arriva a destinazione e verifica che non ci siano pericoli. Un altro si occupa del trasporto dei valori. La preparazione e lo studio sono molto importanti. Se sai che il mezzo in cui ti trovi ti proteggerà, non commetterai l’errore di esporti a rischi abbandonando il furgone. Si finirebbe sempre in mano a persone armate». L’esperto ci tiene poi a ricordare un aspetto da non sottovalutare: «Ho letto che qualcuno segnalava la mancanza di una scorta, ma bisognerebbe conoscere le norme. Sotto alcune somme non è prevista la scorta, che invece era presente in altri casi. La cosa che ci teniamo a sottolineare è che nulla viene lasciato al caso».

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16 giugno 2021 (modifica il 16 giugno 2021 | 20:49)

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