Anonymous dichiara cyberguerra alla Russia: sotto attacco i siti di governo e istituzioni

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Gli attacchi informatici – anche ma non solo nei confronti dell’Ucraina – sono uno strumento chiave nella strategia di aggressione della Russia, che li attua già da prima del 2014, quando il Cremlino ha annesso la Crimea. La guerra passa anche attraverso la rete e le minacce di Mosca si fanno sempre più serie. Per questo, stanotte Anonymous, rete internazionale di attivisti hacker etici, ha dichiarato cyberguerra al governo russo con un tweet. Ma la risposta della Russia non tarda ad arrivare: l’autorità per la regolamentazione delle comunicazioni russa Roskomnadzor ha annunciato un giro di vite su Facebook limitando l’accesso alla piattaforma dal 25 febbraio dopo averlo ritenuto colpevole di «violazione dei diritti umani e delle libertà dei russi». Nello specifico Mosca accusa il social network di aver censurato quattro media russi – Zvezda, RIA Novosti, Lenta.ru e Gazeta.ru – nelle ultime 24 ore e di non aver ricevuto risposta alle richieste di ripristinare immediatamente il pieno accesso.

La presa dei siti russi

Il collettivo Anonymous è riuscito, inoltre, ad attaccare alcuni siti web russi, tra cui il canale di RT News, rete televisiva di informazioni del Cremlino. Già nel corso della giornata del 24 febbraio, il primo giorno di attacco all’Ucraina, alcuni siti istituzionali della Russia risultavano inaccessibili. L’ufficialità dell’azione da parte del collettivo su Twitter è arrivata in tarda serata, dopo diversi tentativi da parte dei tecnici di russi di correre ai ripari. Questa mattina, precisamente alle 5 ora italiana, un altro post ha confermato il crollo di molti siti del governo.


La cancellazione di dati in Ucraina

Nelle settimane precedenti l’invasione russa, l’Ucraina stava già combattendo un conflitto cibernetico online. Secondo gli esperti di sicurezza informatica degli ESET Research Labs, sono stati rilevati malware con l’obiettivo di cancellare i dati in Ucraina già prima dell’invasione russa e che il cyberattacco del 23 febbraio che ha colpito i siti del ministero ucraino degli Esteri, della Presidenza del consiglio dei ministri e del parlamento era in fase di sviluppo da aleno due mesi. L’aggressione è di tipo distributed denial of service (Ddos) , cioè semplice da realizzare ma molto efficace perché blocca completamente il normale traffico di un server, servizio o rete sopraffacendo la vittima o l’infrastruttura circostante inondandola di traffico Internet.

Lo scenario preoccupante

«Esistono conflitti paralleli che perdurano da anni dove singoli Stati o organizzazioni mirano a creare danni ad infrastrutture, operatività e comunicazioni – ha spiegato Hassan Metwalley, ceo e co-founder di Ermes – Intelligent Web Protection, impresa italiana selezionata da Gartner nella top 100 delle realtà mondiali che sfruttano l’intelligenza artificiale applicata alla cybersecurity, delineando lo scenario preoccupante -. L’inizio del conflitto tra Russia ed Ucraina è stato sancito da un azzeramento delle telecomunicazioni all’interno del Paese ucraino prima ancora dell’attacco militare. La presa di posizione di Anonymous è solo l’ennesima dimostrazione del peso che questi “eserciti di hacker” possono assumere all’interno delle politiche nazionali e sociali. L’obiettivo del collettivo potrebbe essere l’isolamento di Mosca e delle sue infrastrutture vitali».


Fonte originale: Leggi ora la fonte