Alle 16.30 il nuovo monitoraggio sui contagi: ecco le misure che potrebbero scattare dopo l’8 novembre

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«Zone rosse» regionali, chiusure di alcune attività, coprifuoco anticipato: sono queste le ipotesi su cui si lavora in attesa del monitoraggio settimanale sull’andamento dei contagi da Covid 19 che sarà reso noto alle 16,30 di venerdì. Un lavoro che si basa sugli scenari elaborati dall’Istituto superiore di Sanità e sulle valutazioni politiche del governo. La chiusura delle aree più contaminate può essere fatta con ordinanze dei governatori condivise e controfirmate dal titolare della salute Roberto Speranza. Per l’eventuale chiusura delle attività è invece necessario un nuovo Dpcm del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Il premier vuole aspettare la scadenza delle due settimane dal Dpcm del 25 ottobre per valutare gli effetti delle misure, ma molto dipenderà dalla curva epidemiologica che potrebbe costringere il governo ad abbreviare i tempi. Senza escludere, nel caso di un’impennata dei contagi, la scelta più estrema del lockdown.

Rt sopra 2

Il monitoraggio del 24 ottobre registrava in 3 Regioni l’Rt (indice di trasmissione ) oltre 2: Piemonte, Bolzano Val D’Aosta. Se anche questa settimana si confermerà un dato così alto è possibile che scatti la chiusura delle aree più contaminate o un vero e proprio lockdown locale.

Rt a 1,5

L’Rt a 1,5 veniva invece rilevato in Veneto, Calabria, Toscana, Lombardia, Lazio, Liguria, Puglia, Umbria, Campania e Molise ma gli indicatori dicono che in questi ultimi sette giorni in alcune Regioni la situazione è peggiorata e anche in questo caso di sta lavorando a provvedimenti di chiusura localizzata.

Scenario 4

L’eventuale conferma di questi indici Rt farebbero entrare l’Italia in Scenario 4 e le indicazioni dei tecnici su questo sono già state consegnate al governo: chiusura delle scuole, divieto di spostamento, “zone rosse” per tre settimane.

Spostamento tra Regioni

In questo caso scatterebbe anche il divieto di spostamento in quelle Regioni dove la situazione è grave e rischia di peggiorare ulteriormente. Una misura che sarebbe contenuta nell’eventuale ordinanza di chiusura. Il Cts ha già espresso la contrarietà a un divieto di spostamento tra Comuni nel parere inviato al governo prima dell’ultimo Dpcm.

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Negozi e centri commerciali

In questo caso potrebbe anche essere decisa una «gradualità» delle misure verso la chiusura e dunque è possibile che si opti per la chiusura dei centri commerciali e la limitazione di orario per altre attività commerciali in modo da restringere ulteriormente le possibilità di movimento dei cittadini. Misure che dovrebbero essere prese con un Dpcm. Una sorta di coprifuoco anticipato.

30 ottobre 2020 (modifica il 30 ottobre 2020 | 14:18)

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